Anche saluti romani dal palco del concerto nazi-rock patrocinato da Comune e Provincia di Verona



Sabato 19 Gennaio, in un capannone nella campagna di Vigasio, si è tenuto il concerto nazi-rock che è stato patrocinato dalla Provincia e dal Comune di Verona.
Non è bastata la lettera di un gruppo di senatori cechi, non è bastato il messaggio degli studenti della facoltà di lettere di Praga e tanto meno la presa di posizione di alcuni eurodeputati, tra cui l’ex ministro della Giustizia della Cechia, a far desistere le nostre istituzioni dallo stuprare la storia di Jan Palach e intitolare a lui una evento che pareva avere davvero poco a che fare con la libertà e la difesa della democrazia.
Il collettivo Verona 17dicembre, che per primo ha denunciato quanto stava accadendo, spiega come «le istituzioni, come la stessa associazione Nomos, si sono barricate dietro l'immagine sociale e culturale dell'evento, non riuscendo a smentire la realtà di gruppi musicali ben inseriti nel variegato mondo dell'estrema destra, come i Topi Neri, che si sono esibiti agli eventi di Lealtà e Azione (realtà nazi-fascista protagonista dei recenti scontri Inter-Napoli) o insieme ai loro sodali Gesta Bellica (ben più noti e meno vendibili), o di Gabriele Marconi, ex componente del gruppo terroristico Terza Posizione. A confermarlo sono le immagini di un saluto romano fatto dal palco, ben visibile in uno dei video che circolano sui social e che siamo sicuri non sia stato l'unico. Non sappiamo se il braccio sia teso a 120° o a 135°, come piacerà minimizzare al consigliere Andrea Bacciga, che era presente al concerto e che lo ha sponsorizzato per settimane: sappiamo che avremmo preferito che un evento fascista non fosse. E che non fosse legittimato dalle istituzioni che rappresentano tutte e tutti i cittadini veronesi».
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