CasaPound fa causa ad Comune di Parma in difesa del fascismo



CasaPound porterà il Comune di Parma in tribunale, contestando la delibera approvata in Consiglio comunale lo scorso 19 novembre che prevede per le associazioni che vorranno usufruire di immobili comunali, occupazione di aree pubblica o di patrocini, l'obbligo di sottoscrivere un documento in cui attesta "di riconoscersi nella democrazia costituzionale, di ripudiare il fascismo e la xenofobia e di non propugnare la violenza come forma di lotta politica".

Tutte istanze per cui, in base alle modifiche applicate a ben quattro regolamenti comunali, chi le presenta dovrà firmare al momento della domanda agli uffici del municipio un documento in cui attesta "di riconoscersi nella democrazia costituzionale, di ripudiare il fascismo e la xenofobia e di non propugnare la violenza come forma di lotta politica".
Con un ricorso presentato al Tribunale amministrativo regionale (Tar) e notificato il 5 febbraio al Comune, CasaPound ha chiesto l'annullamento della delibera, votata anche da gran parte della minoranza con la sola esclusione della Lega.

«Il "regolamento antifascista" del Comune di Parma è un provvedimento che, in nome della democrazia, limita gli spazi di agibilità politica delle formazioni non gradite al sindaco. Un controsenso che peraltro travalica le competenze assegnate dalla legge ai Comuni. Noi ci riconosciamo nella Costituzione -scrive CasaPound- quella fondata sul lavoro in cui la sovranità appartiene al popolo. E non avremmo nessun problema a sottoscrivere di riconoscerci nella stessa visto che peraltro ci presentiamo regolarmente alle competizioni elettorali. Ma riconoscerci nella Costituzione ed essere antifascisti sono due cose completamente diverse. È per questo che abbiamo presentato ricorso. Perché non può essere un Pizzarotti qualsiasi a decidere chi, a Parma come nel resto d'Italia, può fare attività politica o meno».
Il Sindaco Pizzarotti replica: «Non vietiamo niente a nessuno, ma se uno non si riconosce in principi ampiamente condivisibili in una repubblica democratica è lui che si mette fuori [...] Abbiamo adottato un regolamento, così come hanno fatto altre città - ricorda - in cui chiediamo semplicemente a chi prenota una sala o uno spazio comunale di sottoscrivere che si riconosce nei valori della Costituzione e nei valori dell'antifascismo».
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