Il Codacons presenta un esposto contro Sanremo: «Doveva vincere Ultimo e non Mahmood»



La vittoria di Mahmood a Sanremo ha provocato le isteriche razioni di sovranisti, neofascisti e proseliti di Salvini. Una vera e propria opportunità per tutti partiti che vivono sull'odio, tant'è che sia Salvini che Di Maio si sono affrettati a confezionare messaggi che potessero compiacere la rabbia popolare ad uso elettorale, sottolineando come il politico populista sia colui che non perde alcuna occasione compiacere ogni possibile odio sociale piuttosto che pensare a come salvare l'Italia dalla recessione.
Eppure pare difficile non provare vergogna verso un Paese in cui la quasi totalità degli insulti rivolti dai pupulisti a Mahmood non provano neppure lotanamente a criticare al suo brano, preferendo ostentare razzismo, omofobia e odio razziale. Bsta navigare sulle pagine social della manifestazione canora per imbattersi in commenti che vanno dal solito «arabo di mer*a» all'omofobo «fr*cio». Un italiano con padre di origine egiziana pare ormai sgradito ad un'Italia che vota Salvini solo perché lui è un maschio eterosessuale di pelle bianca che agita rosari come mezzi di offesa mentre promette una "purezza della razza" contro il prossimo, raccontando che lui sigillerà il paese con alte mura in modo che agli uomini verrà imposto di essere come Simone Pillon e alle donne sarà richiesto di ambire a diventare come Mariagiovanna Maglie.

A dar forte a questo clima di isteria pare essersi aggiunto anche il Codacons. Incuranti di come si sappia da mesi che il peso del televoto avrebbe contribuito al 50% nella classifica finale, è attraverso un comunicato stampa che annunciano una denuncia contro Sanremo:

Ultimo è risultato essere il più votato dal televoto, ottenendo il 46,5% dei voti del pubblico, addirittura 30 voti percentuali in più rispetto al vincitore Mahmood, che ha ottenuto solo il 14,1% delle preferenze. Nonostante tali numeri schiaccianti, il voto della sala stampa e della giuria d'onore ha ribaltato la classifica del televoto, assegnando la vittoria a Mahmood. In questo modo il voto del pubblico da casa è stato di fatto annullato e umiliato, con conseguenze enormi sul fronte economico, considerato che i telespettatori hanno speso soldi attraverso il televoto, un televoto reso inutile dalle decisioni delle altre giurie. Il meccanismo con cui si è scelto Mahmood sembra aver arrecato un danno a quegli utenti che da casa hanno espresso la propria preferenza (a pagamento) e potrebbe addirittura realizzare la fattispecie di pratica commerciale scorretta.

Il tutto per concludere:

In tal senso il Codacons depositerà domani formale esposto ad Antitrust affinché apra una indagine sulla classifica di Sanremo 2019, denunciando il meccanismo di voto dell'ultima serata del Festival, che ha di fatto annullato le preferenze espresse dal pubblico con possibile danno economico per i cittadini.

Una pretesa che pare abbastanza ridicola a fronte di un regolamento che ha da sempre spiegato come il peso del televoto sarebbe stato pari al 50%. E se si considera come lo scorso anno nessuno abbia avuto da ridire davanti ad un voto popolare che pesava il 10% in meno rispetto a quest'anno, c'è da chiedersi quale sia il motivo per cui quest'anno le cose sarebbero improvvisamente cambiate. Il timore, come già detto, è che l'elemento decisivo sia quello che viene esposto da chi ha riempito le pagine ufficiali del Festival con commenti come:

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