Il senatore leghista Pillon spiega che le sue audizioni erano riservate solo a chi la pensava come lui



Ripescato tra i non eletti dopo che i suoi concittadini avevano espresso altre preferenze, il senatore Simone Pillon non pare voler perdere occasione per mostrare al mondo che lui ama comandare e che non tollera che qualcuno possa avere opinioni diverse dalle sue. È per questo che ripete come un disco rotto che lui intende scrivere leggi che impongano il suo volere agli altri, arrivando a palesare come durante le audizioni si sia rifiutato di ascoltare l'opinione professionale chi la pensava in maniera diversa.
Ricorrendo alla lingua propagandistica del leghismo, il senatore leghista racconta che il dissenso deriverebbe dall'ideologia e che le persone «serie» sarebbero solo quelle che si genuflettono al suo volere. Il tutto sino a scrivere:


Ed è così che annuncia tutto tronfio che lui imporrà le sue personali convinzione per legge, punendo chiunque osi pensarla diversamente o chi ritiene che i figli non siano pacchi postali da deportare fra due case solo perché lui sostiene che i genitori debbano poterci giocare in egual misura. Nega che esistano problemi se un bambino viene allontanato da un genitore violento e lui esige che sia costretto a dover trascorrere del tempo con lui perché ritenuto un oggetto di sua proprietà. E non meno pericoloso è come l'esponente della lobby di Gandolfini voglia riscrivere e ridefinire l'intero stato di famiglia senza preoccuparsi delle miriadi di associazioni o di professionisti che ne denunciano la pericolosità.
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