Salvini vuole trasformare i diritti in concessioni che dovranno essere elemosinate al potente di turno



La cittadinanza è un diritto che viene concesso sulla base di precisi requisiti stabiliti dalla legge. O almeno così era prima che l'Italia finisse nella morsa del populismo leghista, dove i diritti vengono presentati come concessioni da elemosinare col cappello in mano al potente di turno.
Tutto impegnato nel tentare di alimentare ed amplificare quel clima d'odio in cui lui sguazza come Berlusconi tra le olgettine, ha chiesto che il bambino che ha chiamato il 112 durante il dirottamento dell'autobusalle porte di Milano sia portato al suo cospetto in modo da poter allestire uno show mediatico in cui si annuncerà che lui, in quanto padrone dell'Italia, accelererà le pratiche per la sua cittadinanza. Annuncia che toglierà la cittadinanza al guidatore dell'autobus mentre su La7 c'è un altro passeggero dell'autobus (un bambini nato a Crema che non ha cittadinanza dato che Salvini non vuole lo ius soli) che si domanda perché a Rami sì e a lui no.
Ancor prima dello squallore dei siparietti mediatici che tanto piacciono al leghista, c'è l'orrore di un politi che pare sostenere che i diritto possano essere ritenuti un premio o un merito da elemosinare al potente. Ad un eroe si dà una medaglia, non si riconoscono dei diritti che sarebbero essere dovuti.
Mostrando una maturità superiore a quella del ministro, l'eroe 13enne ha dichiarato: «Se mi daranno davvero la cittadinanza italiana sarò felice. Per essere schietti, è il mio sogno. Ma allora dovrebbero darla anche a mio fratello e ai miei compagni di classe di origine straniera che vivono in Italia da tanto tempo e magari sono pure nati qui».
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