Spadafiora assicura che il WCF di Verona non avrà patrocini e promette più diritti per gay e donne

Vincenzo Spadafiora

Mentre Matteo Salvini promette che lo scellerato dll Pillon verrà inferto alle italiane mentre lui si porterà altri due munisti leghisti all'abominevole congresso integralista di Verona, paiono quasi surreali le dichiarazioni rilasciate dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle pari opportunità.
Quasi si trattasse del membro di un altro governo, Vincenzo Spadafora afferma che «l’Italia non metterà in discussione il lavoro di anni sul tema dei diritti delle donne, un lavoro fatto di battaglie, di sfide di tante figure femminili. Vorrei tranquillizzare: non c’è questo rischio. Anzi, il governo consoliderà i diritti conquistati». Ed ancora, sostiene che «andiamo verso un futuro in cui ci saranno inesorabilmente più pace, più diritti per le donne e per quelle che sono ancora considerate minoranze, come la comunità LGBT. Il segretario generale di Palazzo Chigi ha chiuso un’istruttoria importante e ha chiesto al dipartimento dell’Editoria e a quello della Famiglia di ritirare il patrocinio al Congresso di Verona. Sono stato tra i primi a segnalare il problema. C’è una nota ufficiale in data odierna per far presente che non esistono i presupposti e chiedere il ritiro».
Giusti ieri, fonti vicine al ministro leghista Fontana hanno assicurato che Toni Brandi e Jacopo Coghe potranno contare sul logo di Palazzo Chigi per promuovere le teorie omofobe di Silvana De Mari e dei patriarchi russi che si battono in difesa delle violenze domestiche.
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