Il Giornale sostiene chi accusa il Papa di «blasfemia» perché non suprematista



Da quando Steve Bannon ha invitato Matteo Salvini ad inveire sistematicamente contro il Papa a fini elettorali, anche Il Giornale appare ossessionato dal tentare promuovere una macchina del fango contro il pontefice. Il nuovo atto è un articolo in cui Papa Bergoglio viene accusato di «blasfemia» a nome di «venti persone, tra studiosi e sacerdoti».
Venti persone. Praticamente nessuno. Eppure Il Giornale si è affrettato a dare loro visibilità, citando come "autorevole" fonte quel Lifesitenews che rappresenta il sito che coordina la propaganda dell'integralismo sedicente cristiano. Per intenderci, si tratta della stessa "autorevole" fonte che La Nuova Bussola Quotidiana o Provita Onlus citano quando raccontano che i gay sarebbero sbagliati o che i bambini crescerebbero bene solo se si nega loro ogni forma di educazione al rispetto.

E che direbbero questi venti? Stando a quanto scrive Il Giornale:

Le prime righe che la fonte citata riporta sono tutte un programma: "Prendiamo questa misura - si legge - come ultima risorsa per rispondere al danno accumulato causato dalle parole e dalle azioni di Papa Francesco per diversi anni, che hanno dato origine a una delle peggiori crisi nella storia della Chiesa cattolica".
Questo rischia di essere il terzo episodio, in ordine di tempo, a suscitare particolare scalpore in ambienti vaticani e non. I primi a fare domande erano stati i cardinali dei cinque dubia su Amoris Laetitia, quindi sull'apertura dottrinale in materia di concessione di un sacramento ai divorziati risposati. Poi era stato il turno della Correzione filiale. Il Santo Padre, insomma, dovrebbe averci fatto il callo. Questa volta, a sottoscrivere il testo, pare siano soprattutto uomini di cultura.

E questi presunti «uomini di cultura» si lamenterebbero di come il Papa non sostenga la supremazia del cristianesimo contro l'Islam. Premettendo che Bergoglio «sbagli» a non promuovere l'ideologia razzista dei populisti, l'articolo sentenzia:

Sembra essere stata abbandonata la narrativa dell'eventuale errore. Bergoglio, insomma, sbaglierebbe sì, ma con contezza. Ma quali sono le accuse che vengono inoltrate? C'è, anzitutto, un rincarare la dose, per così dire, sulla esortazione apostolica citata, quella che è stata interessata dalle domande di Caffarra, Meisner, Burke e Brandmueller, ma c'è anche una critica riferita al fatto che Jorge Mario Bergoglio tenderebbe a equiparare le confessioni religiose, quando si tratta, per esempio, di dialogare con l'islam.
Parziale distorsione della dottrina sulla famiglia e attribuzione gerarchica paritaria concessa alle altre confessioni religiose, con conseguente svilimento del primato del cristianesimo, costituiscono il fulcro di queste rimostranze.

Sostenuto che il suprematismo sarebbe il volere di Dio, si inizia a dire che i cristiani debbano odiare i leader della sinistra:

Poi c'è una curiosità, pure politica, che riguarda da vicino il Belpaese. Nell'elencazione dei laici e degli ecclesiastici ritenuti vicini alle posizioni del pontefice argentino, quindi presumibilmente in errore o al di fuori del cattolicesimo tout court secondo l'opinione di coloro che la lista l'hanno stilata, sul portale pro life viene fatto il nome di Emma Bonino, che papa Francesco aveva definito una dei "grandi d'Italia".

Ci si lamenta così che:

Aprire una procedura interna per eresia, però, è un fatto complesso e non spetta certo ai firmatari. Ne hanno consapevolezza e lo scrivono, ma è almeno la terza volta che, in modo più o meno indiretto, il papa viene chiamato in causa da gruppi composti da cattolici per presunti errori dottrinali. In alcuni casi, certe proposizioni rientrerebbero nella fattispecie propria dell'eresia.

Già, l'eresia di citare l'invito all'accoglienza di Gesù al posto di brandire crocefissi con cui benedire le deportazioni nei lagher libici. O, almeno, è quanto pare sostenere il quotidiano.

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