Provita Onlus torna a dipingere le persone transessuali come potenziali stupratori (e chiede siano discriminate)



Un giorno dicono che la transessualità non esiste. Il giorno dopo spergiurano che le persone transessuali sino malate. Ora se ne escono sostenendo che dovrebbero essere ritenute potenziali stupratori di bambini.
Pare non conoscer etica né logica la costante aggressione delle perone lgbt da parte dell'organizzazione fornanovista Provita Onlus, vicina al senatore leghista Simone Pillon e destra neofascista.
In un articolo di Luca Volontè dal titolo "Incredibile decisione in Illinois in favore dei transgender", l'organizzazione di Toni Brandi torna a sostenere che le persone transessuali non devono poter usare i bagni conformi al loro genere. E scrivono:

Un giudice federale dell’Illinois ha autorizzato una causa intentata da 136 genitori di studentesse contro le strutture transgender in un distretto scolastico affinchè si possa procedere alla discussione del caso in tribunale, ma ha avvertito i genitori e gli studenti-querelanti che, se il governo consente ai ragazzi che sostengono di essere donne di usare i bagni e gli spogliatoi delle ragazze, significa che le ragazze non hanno diritto alla «privacy quanto alla visione del proprio corpo da parte di terzi». Femministe americane, ‘mee-too’ mondiali? In silenzio.

Il riferimento al movimento "mee too" non pare casuale, dato che il fondamentalismo cattolico è storicamente dalla parte dei predatori sessuali e contro le donne che hanno trovato il coraggio di denunciare le loro molestie. Pare dunque che di inveisca contro di loro per dare un'latra spallata anche ai diritti delle donne, dato che tra gay e migranti, la lista di persone che questa gente cerca di colpire è molto lunga.

La dialettica di Provita Onlus passa così a sostenere che le persone transessuali sarebbero persone «che si sentono donne» dato che loro non intendono riconoscere rispetto alla loro identità. Ricamando dietrologie basate sul loro falso pudore, incalzano:

Il giudice Jorge Alonso del tribunale distrettuale degli Stati Uniti dell’Illinois ha dato il via libera a una causa legale contro il distretto scolastico che ha adottato la politica transgender dell’era di Obama e che permette ai ragazzi che si sentono donne di usare i bagni, le docce e gli spogliatoi delle e con le ragazze. Tuttavia, il giudice ha informato le ragazze e i loro genitori che «il loro diritto di non essere viste nude dal sesso opposto non è garantito». Il giudice Alonso ha continuato dicendo che il distretto scolastico ha adottato la politica di consentire a tutti gli studenti transgender di usare i servizi igienici, gli spogliatoi e le docce che preferiscono, mentre ha insistito sul fatto che tutti gli altri studenti «devono usare i servizi igienici e gli spogliatoi designati per il loro sesso».

L'articolo passa così a sostenere che le ragazze della suola siano vittime di «imbarazzo, umiliazione, ansia, paura, apprensione, stress, degrado e perdita di dignità» a causa della manbcata discriminazione delle persone trans, dato che Volonté pare sostenere che le studentesse siano «a rischio continuo di incontrare, senza il loro consenso, membri del sesso opposto mentre si spogliano, fanno la doccia, urinano, defecano e cambiano tamponi e assorbenti femminili».
Ma dato che l'odio di Provita ha finalità prettamente politiche, si passa immediatamente a lodare le  politiche discriminatorie di Trump:

L’amministrazione Trump ha revocato la politica dell’amministrazione Obama e ripristinato il Titolo IX che identifica con “sesso” solo il sesso biologico – maschile o femminile – piuttosto che percezioni o convinzioni sul proprio genere. [...] L’Amministrazione Trump, al di là della evoluzione del caso giudiziario, potrebbe nuovamente intervenire per rafforzare ed eliminare definitivamente le decisioni del tanto osannato Obama e prevenire la violenza morale, psicologica e fisica a cui sono sottoposte molte ragazze americane. Confidiamo che lo faccia, alla faccia delle femministe sempre più silenti nei confronti di questi abusi sulle ragazze.


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