San Giuseppe Vesuviano. In occasione del tour promozionale di Salvini, spuntano i manifesti con le sue frasi razziste



Anche oggi Matteo Salvini ha preferito dedicarsi alla sua auto-promozione piuttosto che svolgere il lavoro per cui i cittadini vengono obbligati a pagarlo. Evidentemente convinto che basti trangugiare chili di Nutella per dirsi «uomo del popolo», anche se difficilmente i suoi elettori verrebbero pagati o stesso se decidessero di non presentarsi al lavoro per mesi dato che sono troppo impegnati a cercare altri modi per fare più soldi.
Fatto sta che l'ex «comunista padano» se n'è andato a cercare viti fra quei meridionali che diceva «puzzassero da far scappare i cani» quando la sua retorica era contro gli italiani e non ancora solo contro gay e migranti (in fono quelli quelli erano i tempi in cui adorava il dio Po e mandava delegazioni ai gay pride, non quelli in cui brandisce rosari i vangeli per invitare a fregarsene dell'invito all'accoglienza predicato da Gesù).
E se l'ex frequentatore del centro sociale Leoncavallo pare confidare molto nella scarsa memoria degli italiani, qualcuno ha pensato bene di stampare dei manifesti con tutte le frasi offensive che ha defecato nel tempo. È accaduto a San Giuseppe Vesuviano, dove il leghista ha fissato una tappa di quel suo tour di auto-promozione che si fa pagare dai contribuenti.


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