Sabino Panciolla, il fondamentalista che prega Dio perché «ripari» i gay



Il Sabino Panciolla è uno di quei fondamentalisti a cui piace piegare la verità alla sua convenienza. Ad esempio, è nella sua apologia dello stupro che il lo troviamo teorizzare che se alcune donne vittime di stupro hanno deciso di dare alla luce loro figlio, ciò dovrebbe giustificare chi chiede che alle altre quella scelta sia imposta. Peccato che il semplicismo del suo ragionamento possa ingannare qualche bigotti, ma pare davvero diabolico il suo tentare di abusare di chi sceglie di tenere un figlio concepito durante una violenza per usare quella scelta personale contro chi sceglie il contrario.

E non sembra andare meglio quando il fondamentalista stupra le vittime dell'omofobia della chiesa per cercare di far del male ai loro fratelli. Eppure è in nome di fantomatici "gay" che sosterrebbero di doversi scusare con Dio per la loro esistenza che lui scrive:


Sarà, ma forse è la depravazione di chi vomita odio a richiedere "preghiere di riparazione", non certo la natura di chi risulta vittima delle sue invettive.

Con una ferocia inumana, Panciolla si mette a sbraitare come un indemoniato che i gay dovrebbero «convertirsi» in virtù di come lui ami demonizzarli. E non va meglio meglio con l'arroganza di un fondamentalista che tenta di incitare i gay ad odiarsi perché ritenuti non conformi al suo mondo creato ad immagine e somiglianza di sé stesso. Con toni a dir poco pruriginosi, scrive:

Oggi, sabato 22 giugno, nel pieno del “Pride Month” (Mese dell’orgoglio omosessuale) vi proponiamo, nello spirito espresso da Mons. Crepaldi una “preghiera di riparazione” e le meditazioni dei Misteri Gaudiosi scritte da due uomini che sperimentano attrazione per lo stesso sesso.
Vogliamo pregare per invocare principalemente la conversione nostra personale e della Chiesa, anche nel modo in cui accogliamo questi nostri fratelli. E poi, con l’umiltà di chi non si sente certamente perfetto, anche per la conversione di tutte le persone che sostengono e partecipano a queste manifestazioni e in riparazione per le offese a N.S. Gesù Cristo, a Sua Madre e alla Chiesa che purtroppo spesso vengono fatte in queste occasioni.

Se incolpare interi gruppi sociali di fantomatiche «blafemia» era il metodo che anche i nazisti usarono per creare odio contro gli ebrei, è quasi comico come il fondamentalista presenti due tizi chiamati Paolo Ultimo e Cristoforo Libero che dicono di voler pregare contro sé stessi in quanto dicono di sentirsi un'offesa alla supremazia dei coiti vaginali che il leghista Simone Pillon sostiene pubblicamente di dispensare in nome di Dio e mediate penetrazioni effettuare rigorosamente bareback nella vagina di sua moglie.

Ricorrendo alla dialettica teorizzata da Nicolosi e da quei fondamentalisti religiosi he invitano i gay a rinunciare alla loro natura, troviamo passi che risultano quasi ridicoli nella loro patetica ideologia. In un testo, ad esempio, c'è chi ringrazia Dio per «tutte le volte che abbiamo preferito la norma legale all'abbraccio fraterno». Il solo fatto che si parli di «norma legale» fa provare pietà verso chi è stato spinto ad un tale autolesionismo. Ed ha i toni da reato di offesa religiosa anche il loro citare blasfemamente Dio in un chiaro invito all'odio:

Affidiamo alla Vergine Maria le anime che partecipano ai Gay Pride 2019, affinché possa arrivare loro la Luce di Verità, attraverso le nostre parole e le nostre azioni. Invochiamo lo Spirito Santo, perché ripari ciò che è rotto, pulisca ciò che è sporco, lenisca ciò che è ferito. Per Cristo Nostro Signore.

Parlare di omosessualità come di «ferita» è prassi dei sadici adepti di Nicolosi, così come il sostenere che i gay sarebbero «rotti» che vanno «riparati» è espressione di una chiara ideologia della morte coltivata dal fondamentalismo.

Peggiora la seconda "Preghiera" dove il sedicente "gay" citato da Panciolla parla di sua moglie dei suoi figli mentre inveisce contro un'intera comunità:

Madre Santa, con questo Rosario vogliamo chiederti di intercedere per la nostra conversione. Siamo qui per domandarti di vivere nella santità i nostri matrimoni e la nostra vita affettiva. Donaci con abbondanza bontà, giustizia e discernimento per crescere i nostri figli. Circoncidi i nostri cuori perché possiamo essere capaci di amare veramente tutte le persone con attrazione per lo stesso sesso e tutte le persone ferite nella loro identità, in particolar modo chi si identifica con le sue ferite.
Dona luce ai loro cuori, perché sappiano riconoscere la menzogna dell’orgoglio gay, e intraprendano il viaggio che li porti a ri-scoprirsi uomini e donne amati da Dio e destinati all’eternità.

E chissà quale ferita dell'anima possa portare i fondamentalisti a vantarsi di aver fatto del male al prossimo sino a ridurre alcune persone a scrivere simili bestemmie a Dio.

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