Che fine ha fatto il miliardo di euro destinati all'accoglienza che è scomparso al Viminale?



Pare evidente che l'aumento del consenso leghista sia legato unicamente alla loro dialettica razzista. Ma se l'italiano medio si dice soddisfatto da chi taglia 4 miliardi alla scuola e due miliardi alla sanità solo perché il loro "capitano" ha messo in carcere chi salva vite umane, è perché esiste una paura e una rabbia sociale che non vengono placate da una corretta informazione.
Pochi di quei leghisti che inneggiavano a «stupri punitivi» contro la comandante delle SeaWatch sanno che la i 42 passeggeri sono stati tenuti in ostaggio (con enormi costi per i contribuenti) mentre a Lampedusa venivano sbarcati centinaia di migranti. Molti di loro credono davvero che l'Europa stia lasciando sola l'Italia nell'accoglienza, ignorando che la Grecia ha accolto quasi dieci volte più migranti o che la firma apposta al documento europeo che impone agli stati membri di farsi carico di chi tocca le proprie coste è proprio quella del loro Salvini (che all'epoca affiancò Berlusconi nelle trattative).
Sarà che molti giornalisti tengono famiglia e hanno paura di raccontare la verità dopo che il promo ministro ha pubblicamente minacciato ogni singolo giornalista che ha osato porgli domande scomode, ma la gran parte della responsabilità dell'attuale decadenza valorizzale è legata proprio ad una stampa che amplifica la propaganda senza mai avere il coraggio di spiegare che le cose non sono sempre come i politici amano raccontarle.

Vedremo se qualcuno oserà chiedergli che fine abbia fatto il miliardo di euro destinato all'accoglienza migranti che risulta sparito dalle casse del Viminale. Eppure è quella la cifra che figura come differenza tra gli importi destinati per il 2018 al Ministero degli Interni per l’accoglienza migranti e quelli rendicontati dall'Ocse.
E neppure si capisce bene neppure perché gli esborsi siano restati invariati se i flussi migratori sono tornati ai livelli del 2012 mentre il ministro Salvini si è molto vantato di aver tagliato numerosi posti di lavoro legati al settore all'integrazione. Sappiamo che ai migranti non verranno più spiegate le nostre regole e non sarà più insegnata la nostra lingua, forse auspicando che ciò impedirà il loro inserimento nel mondo del lavoro legale con prevedibili disagi per i cittadini (disagi che la Lega saprà potrà usare per racimolare nuovi voti attraverso le sue invettive contro gli stranieri.
Eppure, nonostante tutto ciò, i bilanci sono gli stessi che si registravano durante l'emergenza scaturita dalla guerra in Siria e la legge di bilancio 2019 ha destinato quasi 1,7 miliardi di euro per l’accoglienza dei migranti nonostante il numero e gli investimenti per l'integrazione siano calati. E neppure si è pensato di investirli in altro modo dato che quelli del "aiutiamoli a casa loro" hanno pensato bene di ridurre drasticamente l’aiuto italiano ai Paesi poveri, ora pari ad un misero 0,24% del nostro reddito nazionale lordo con un 21,3% di tagli rispetto al 2017.
Se Salvini volesse davvero fermare gli sbarchi, dovrebbe quantomeno provare a combattere la povertà da cui i migranti fuggono e non certo ridurre gli investimenti ben al di sotto degli impegni presi con le Nazioni Unite. O forse le sue parole sono ancora una volta molto lontane dai fatti, così come dimostra il suo continuare ad inveire contro l'Europa mentre continua a non partecipare alle riunioni dei ministri di Bruxelles dove si decide la politica europea sui rimpatri e sull'immigrazione. Se ci fosse onestà intellettuale, all'italiano medio si spigherebbe che il loro "Capitano" è come chi sbraita contro le spese condominiali dopo aver disertato tutte le assemblee.

Resta comunque una domanda che rimane senza risposta: dov'è finito quel miliardo di euro? Di certo non può essere passato inosservato dato che rappresenta ben più della metà dei soldi accantonati dalla legge di bilancio per una voce di spesa.
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