Il sindaco Sboarina difende il ballerino omofobo accostando i contestatori ai fatti di Bibbiano



La martoriata città di Verona si appresta ad accogliere il ballerino Sergei Polunin, il russo che è stato allontanato dall’Opera di Parigi per le sue posizioni omofobe e sessiste. Evidentemente quelle sue caratteristiche risultano molto apprezzato da una città che ha appena finito di regalare soldi pubblici alle lobby omofobe di estrema destra per il loro convegno integralista volto a promuovere la sottomissione femminile e la persecuzione di interi gruppi sociali.
In un'intervista rilasciata oggi all'Arena, il sindaco Federico Sboarina non solo ha annunciato che lui farà di tutto per essere in prima fila a guardare l'esibizione del ballerino sessista, ma attaccato le associazioni che propongono il boicottaggio sostenendo che dovrebbero occuparsi di Bibbiano. Il tutto mentre gli organizzatori stanno svendendo alla metà del prezzo pur di mostrare che “sarà un successo”.

Il collettivo Pink osserva:

Il sindaco, dopo aver detto che farà di tutto per essere presente all’esibizione, ha commentato il boicottaggio sollecitando il Circolo Pink ad occuparsi, piuttosto, del caso Bibbiano, l’inchiesta (ancora in corso) della procura di Reggio Emilia riguardante casi di affidi familiari. Secondo le indagini, alcuni bambini sarebbero stati sottratti alle famiglie di origine sulla base di dichiarazioni e relazioni manipolate, per poi essere affidati ad amici e conoscenti dei soggetti coinvolti, che – come previsto dalla legge – percepivano una somma mensile. La vicenda – nella quale è coinvolta una coppia affidataria omosessuale - è stata utilizzata come scusa per rilanciare attacchi alle famiglie arcobaleno, per tentare di bloccare la legge contro l’omofobia in Emilia Romagna e per ravvivare la propaganda contro “l’ideologia gender". Il caso è stato cavalcato dal sensazionalismo e dallo sciacallaggio politico creando, a discapito dell’intero sistema della tutela dei/delle minori, caos informativo e diffusione di notizie false, poi smentite dalle autorità giudiziarie. Per alcuni partiti e movimenti (nello specifico ProVita, Lega e CasaPound) questa operazione è stata e continua ad essere funzionale alla propria agenda politico-mediatica e ai propri interessi: per fondare le proprie politiche omofobe e razziste, per insistere sulla presunta “disgregazione della famiglia naturale” e sul pericolo della “minaccia gender”.
Rispondendo alle domande dell’intervista, Sboarina ha assunto pienamente non solo questa strumentalizzazione, ma anche lo slogan lanciato da CasaPound: “Parlateci di Bibbiano”.
L’accostamento del sindaco si allinea senza sorprese all’operazione distorta e deliberata messa in atto dalla destra più estrema e dai cattolici più oltranzisti. Operazione che ha orizzonti ben più ampi sia dei fatti che hanno a che fare con Bibbiano sia, tanto più, della campagna di boicottaggio contro Polunin.
Chiediamo dunque al sindaco di esplicitare ed argomentare le sue affermazioni: in che modo il Circolo Pink (e per sineddoche l’intero mondo LGBTQI+) avrebbe a che fare con la vicenda Bibbiano? E in quale misura se ne dovrebbe occupare in quanto movimento LGBTQI+ sostituendosi alla magistratura?
La nostra ipotesi è che il sindaco non abbia gradito l’attenzione internazionale che si sta concentrando, nuovamente e per motivi ogni volta poco edificanti, sulla città che amministra. O che voglia evitare di affrontare la spinosa questione del corpo di ballo areniano e della Fondazione Arena, di cui tanto aveva parlato in campagna elettorale. Vorrà ancora far valere a livello internazionale l'ente cittadino, o preferisce avallare, come pare, un percorso di privatizzazione della lirica veronese?"
Il Circolo Pink procederà per vie legali se verranno riscontrati accostamenti impropri che possono ledere la dignità e la credibilità dell’associazione.
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