Le lobby omofobe e la loro ossessione nell'abuso della religione per la legittimazione dell'odio omofobico



Il fondamentalista Riccardo Cascioli pare letteralmente ossessionato dal tentare di sostenere che il suo "cristianesimo" debba essere ritenuto fondato sull'omofobia e che Dio debba essere ritenuto una legittimazione all'odio.
Dalle pagine del suo "Il Timone" spunta un surreale articolo di Paolo Pasqualucci dal titolo "Falso dire che Gesù non ha condannato l’omosessualità . I Vangeli dimostrano il contrario". Ed è lì che leggiamo:

L’assordante propaganda omosessualista e omofila, sostenuta da tutti i grandi mezzi d’informazione, in crescendo nell'imminenza del Sinodo sulla Famiglia del 5 ottobre p.v., continua a ripetere a beneficio dei cattolici un vieto ritornello e cioè che Gesù Cristo non avrebbe mai parlato dell’omosessualità, ragion per cui la sua condanna non si potrebbe reperire nei Vangeli ma solo nelle Lettere apostoliche, segnatamente in quelle di san Paolo. Come se questo, annoto, facesse la differenza! Le Epistole paoline non vengono lette durante la Messa come “Parola di Dio”, allo stesso modo dei Vangeli?

Si inizia dunque col sostenere che Paolo varrebbe quanto Dio e che non bisognerebbe contestualizzare le sue parole, magari prendendo per buono il suo sostenere che la donna debba essere sottomessa al maschio o che non ci sarebbe nulla di male nella schiavitù. Nelle lettere a Timoteo sosteneva pure che lo schiavo dovrebbe essere ancor più servile e sottomesso se il padrone si dice credente...

L'articolo prosegue:

Ciò che la propaganda omofila vuole insinuare a proposito dei Vangeli, è parimenti assurdo: non avendovi il Cristo mai nominato esplicitamente l’omosessualità, non la si dovrebbe ritener da Lui condannata! La fornicazione e l’adulterio li ha condannati apertamente mentre la sodomia e affini (che sono fornicazione contro natura) li avrebbe invece assolti con il suo (supposto) silenzio? Ma ci rendiamo conto delle castronerie che vengono oggi propinate alle masse, peraltro ben felici di esser ingannate, a quanto pare?
Dove si trova, nei Vangeli, la condanna dell’omosessualità da parte di Nostro Signore? In maniera diretta tutte le volte che Egli porta ad esempio il destino toccato a Sodoma come condanna esemplare del peccato; in maniera indiretta in un passo nel quale elenca i vizi e peccati che ci mandano in perdizione.

Peccato che sia il signor Pasqualucci (e non certo Gesù!) a sostenere che l'omosessualità debba essere ritenuta «fornicazione contro natura», così come pare pretestuoso il ricorrere alla solita Sodoma nonostante quel passaggio fosse una condanna della mancata accoglienza verso gli stranieri. Lui sostiene un'interpretazione più congeniale ai suoi scopi? Perlomeno abbia la decenza di attribuirsi quel pensiero aberrante senza tentare di infilarlo con la forza nella bocca di un Gesù che non può querelarlo per diffamazione.

Resta anche un altro problema: se l'omosessualità fosse davvero equiparabile alla fornicazione, perché la setta di Cascioli vuole vietare le unioni gay mentre invita a votare quel divorziato che cambia fidanzatina ogni stagione?
Ancor più se si considera come i Vangeli trasudino di condanne contro l'ideologia leghista e non bisogna manco ricorrere a interpretazioni e supercazzole per poter sostenere che Gesù fosse per l'accoglienza. E pare saperlo bene anche l'autore dell'articolo dato che scrive:

Dio ammonisce Israele per i suoi tradimenti e le sue “abominazioni idolatriche”, tramite la voce dei Profeti. Nel libro di Ezechiele già compare il parallelo tra le colpe di Gerusalemme e quelle dei pagani, utilizzato anche da Nostro Signore: le colpe di Gerusalemme verso Dio sono più gravi di quelle dei pagani, pur di per sé gravissime. Gerusalemme ha, infatti, avuto la Rivelazione, al contrario dei pagani.
“Com’è vero che io vivo, dice il Signore Dio, tua sorella Sodoma e le sue figlie [le città dipendenti] non furono sì perverse come te e le figlie tue. Ecco, questa fu la colpa di Sodoma, tua sorella e delle sue figlie: superbia, sovrabbondanza di cibo e pigrizia: non aiutavano il povero e l’indigente; ma insuperbirono e fecero ciò ch’è abominevole davanti a me: per questo io le distrussi non appena vidi la loro condotta” (Ez 16, 48-50).

Anche qui l'autore sceglie di sia spontanea volontà di attribuire presunti rapporti gay al termine «abominio» dopo aver saltato a piè pari l'esplicita condanna a «superbia, sovrabbondanza di cibo e pigrizia: non aiutavano il povero e l’indigente».
E chi è che faceva l'assenteista a Bruxelles, che trangugia enormi quantità di cibo sui social network, che fa il bulletto e che non vuole dare ospitalità? Forse il loro amatissimo ministro leghista? Non per Pasqualucci, il quale inizia a proporre l'orientamento sessuale come una "scelta" pur di sostenere che in quelle parole ci sia una condanna ai gay. Il tutto, ancora una volta, integrando il testo con le sue illazioni:

L’ozio prodotto dal benessere è il padre dei vizi, come si suol dire. E alla base della ribellione contro la legge divina e naturale nei rapporti sessuali c’è la superbia e la mancanza di giustizia: “insuperbirono e fecero ciò ch’è abominevole davanti a me”. Un gran benessere materiale, il narcisismo e la superbia all’origine dell’omosessualità. Dal narcisismo e dalla superbia la ribellione contro Dio e le sue leggi. Tutto ciò lo vediamo riprodursi oggi, nelle nostre sventurate società, e in molti casi con la complicità dello Stato.

Pasqualucci ha dunque dimostrato che i Vangeli condannerebbero l'omosessualità? No, ha semplicemente dimostrato come sia facile poter manipolare le scritture per sostenere anche tesi aberranti che possano giustificare odio e violenze. In fin dei conti anche l'Apartheid venne "giustificata" citando la storia biblica della Torre di Babele.

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