Giorgia Meloni torna ad investire nella promozione dell'odio e della paura



«Nel 2019 la religione islamica è diventata la più diffusa tra gli stranieri presenti in Italia. E, tra un’ottantina d’anni, i musulmani potrebbero diventare la metà della popolazione italiana». È quanto scrive il Secolo d'Italia sulla base di uno studio «sull’islamizzazione dell’Europa» commissionato da Fratelli d’Italia.
Quasi servissero prove, il partito di Giorgia Meloni torna a confermare il suo cercare consensi investendo sulla paura e sull'odio religioso. Quindi non pare un caso che il loro organo di stampa cerchi di accostare l'Islam al terrirismo, sostenendo che «gli italiani» vogliano «leggi, anche speciali, contro chi predica l’odio e giustifica gli atti di terrorismo».
Se non si capisce cosa c'entrerebbero gli stranieri con condanne che dovrebbero essere pretese anche dagli integralisti e neofascisti nostrani, l'articolo aggiunge che «gli italiani» vogliano anche «rendere obbligatorio l’italiano per le prediche nelle moschee», che «gli immigrati dovrebbero fare un corso di lingua italiana e di educazione civica prima di essere regolarizzati» o che li si dovrebbe obbligare al «rispetto totale delle leggi italiane in vigore». Ed anche qui non è chiaro se reputano che gli italiani possano esimersi dal rispetto delle leggi o perché mai non abbiano problemi solo con gli italiani che non sono in grado di comprendere dei semplici testi scritti in italiano. Evidentemente la Meloni esige che gli stranieri siano ritenuti un "problema" in modo da ottenere consensi proponendo di imporre loro più obblighi di quanti non ne abbiano fascisti e leghisti.
Nel finale, l'articolo spiega che loro reputano inferiori gli stranieri e che «la sottomissione è la prima “catena mentale” non ancora materiale che l’Europa dovrà spezzare se intende davvero reagire alla “decadenza”, riaffermando i valori della propria civiltà».
Peccato che la «civiltà» secondo Fratelli d'Italia sia quella di Meluzzi e di Pillon, dove l'odio viene spacciato per "libertà di pensiero" e in cui ogni forma di autodeterminazione viene calpestata attraverso opinabili interpretazioni di presunti dogmi religiosi, proponendoci l'assurdo quadro in cui ad inveire contro gli stranieri sia uno dei partiti che più assomiglia all'Islam radicale. E neppure si spiega in che modo una minoranza dovrebbe diventare maggioranza quasi come se teorizzasse che gli islamici si riproducano più degli altri o come se ritenesseo il cristianesimo fosse così debole da non poter sopravvivere se non lo si imporrà con la forza...
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