Silvana De Mari attacca il governo perché favorevole ai diritti civili



Per quanto l'organizzazione forzanovista Provita Onlus sostenga di essere apartitica, la realtà dei fatti ci mostra come la loro promozione all'odio omofobico venga spesso reindirizzata su precisi fini politici a sostegno di precisi gruppi parlamentari.
Al fine di inveire contro il nuovo governo, l'organizzazione di Toni Brandi e Jacopo Coghe si è affidata al terrorismo di Silvana De Mari, la quale è andata loro a raccontare che la fiducia sarebbe «una catastrofe» dato che:

c’è da stare certi che adotterà provvedimenti in grado di modificare la struttura antropologica del Paese. Non solo avremmo lo ius soli e l’immigrazione incontrollata di qualche milione di stranieri, in larga parte maschi e di religione islamica ma, in campo bioetico, è probabile l’introduzione della step child adoption, quindi la possibilità per una coppia biologicamente sterile di allevare un bambino dopo averlo reso orfano di uno dei genitori. Un governo del genere vorrebbe dire anche il rischio di un ampiamento del diritto all’aborto, anche a gravidanza avanzata, e dell’abolizione del diritto all’obiezione di coscienza. Da parte mia, dico che questa libertà fondamentale non dovrebbe limitarsi a medici e infermieri ma dovrebbe coinvolgere anche i contribuenti: non voglio finanziare l’aborto e non voglio essere costretta a farlo. Vedo anche il rischio di leggi molto permissive su eutanasia, suicidio assistito e qualsiasi altra forma di morte. L’eventuale nuovo governo, quindi, spingerà in queste direzioni ma, in particolare, spingerà per il martellamento gender su bambini e adolescenti, con l’obiettivo di creare confusione tra maschile e femminile attraverso l’indottrinamento più assoluto.

Al solito le parole di Silvana De Mari appaiono come mera propaganda. Ad esempio, l'eutanasia dovrà essere regolamentata come conseguenza di una sentenza della Corte Suprema ed è surreale lei sostenga sia colpa del Pd, così come non si capisce in che modo teorizzi leggi sull'aborto che neppure sono state proposte. Non va meglio con la sue teoria sul fatto che i bambini diverrebbero «orfani» se gli si attutiscono due genitori o sul fatto che il rispetto creerebbe «confusione» tra i bambini.
Non va meglio con le sue lodi all'esecutivo salviniano, nelle quali esce con curiose teorie volte a sostenere che rispettare l'identità dei bambini significherebbe considerare «una malattia» la pubertà anche se nessuno ha mai sostenuto tale fesseria:

Anche il primo governo Conte ha avuto i suoi limiti. Purtroppo, ha dovuto cedere su alcuni temi. In particolare, ritengo una sciagura nazionale la possibilità offerta dal ministro Grillo di bloccare la pubertà con un farmaco. La pubertà non è una malattia e non riguarda soltanto il sesso ma l’intero corpo. I ragazzi con disforia di genere cui viene somministrata la triptorelina rimangono mentalmente infantili e suggestionabili. Non solo i loro organi sessuali ma anche il loro cervello resta immaturo. L’altra catastrofe lasciataci in eredità dalla Grillo è il suo ultimo provvedimento sul silenzio-assenso per l’espianto degli organi.

Sostenendo che lei avrebbe approfittato della disabilità di Dj Fabo per infliggergli atroci agonie dato che la sua disabilità gli impediva di potersi suicidare, l'articolo inizia a domandarsi se «l’orientamento della nuova maggioranza possa incoraggiare la Corte a pronunciarsi per il suicidio assistito» nonostante il pronunciamento già esista e sia stato proprio Salvini a non rispettare i termini previsti dalla legge per legiferare secondo Costituzione. Ed è a quel punto che la signora De mari inizia a dichiarare:

Da qualche decennio, abbiamo il sospetto che la magistratura non sia neutrale. Ritengo gravissimo, oltretutto, che la magistratura sia divisa in correnti, ognuna con una fede politica dichiarata. Vivere in una nazione dove la magistratura non è neutrale è una maniera come un’altra di vivere in una dittatura. Vi sono dittature più terribili, è vero, ma laddove la magistratura non è neutrale, la democrazia è finita. Quindi è una democrazia che bisognerà riconquistare con molto coraggio e nell’arco di generazioni.

In altre parole, la signora sostiene che uno dei due poteri previsti dalla Costituzione sia sbagliato e che l'Italia sarebbe una dittatura dato che c'è il rischio che i cittadini possano scegliere per sé stessi al posti di subire le imposizioni decise da Provita Onlus o da altre lobby integraliste.
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