Irridono Greta, ma hanno già sprecato dieci anni



Populisti e leghisti sostengono che la «minaccia» decisa dalla loro propaganda per assoggettare il popolo mediante il ricorso alla paura siano quei quattro disperati che rischiano la vita nel Mediterraneo nella speranza di poter avere un futuro migliore. Dato il denaro investito per costruire quella truffa culturale, a più di un Morrisi saranno probabilmente saltate le coronarie quando milioni di adolescenti sono scesi in strada per affermare con forma che la loro «minaccia» è un sistema produttivo che ha distrutto l'ecosistema. Alla casa sarà sembrato inaccettabile che dei giovani manifestino di propria iniziativa senza risultare soggetti al loro controllo e senza manifestare le paure che loro hanno cercato di instillare in loro.
È così che si è iniziato a bullizzare e deridere Greta Thunberg, quasi come se inveire contro una minorenne fosse sufficiente a far sparire un problema che è sotto gli occhi di tutti. Magari Vittorio Feltri continuerà a dire che lui non vede alcun surriscaldamento globale, ma se in ottobre si va in giro in maglietta è evidente che il clima non è più quello di dieci anni fa.
Se è probabile ipotizzare che dietro all'odio cavalcato dalle destre ci sia anche il tentativo di sfruttare le paure irrazionali di chi teme che un impegno ecologista possa alterare il loro status quo, l'unico dato oggettivo è che nessuno pare intenzionato ad azioni a lungo termine che non servano ad ottenere consensi immediati alla prossima tornata elettorale. Ed è così che si cerca di sminuire il tutto, magari invitando i negazionisti in TV o raccontando che il problema sarebbe nato con Greta e che quindi lo si possa tranquillamente ignorare per poter finalmente tornare a parlare di come Salvini esiga che si metta carne di maiale nei tortellini in modo che i mussulmani non partecipino alla sagra del paese (non è una battuta: sembra folle ma l'attuale priorità dell'ex ministro è proprio quella).

Se oggi Il Giornale e Belpietro ci dicono che Greta non capisca nulla e che loro sono pronti a giurare che l'inquinamento sarebbe del tutto ininfluente per l'ecosistema, già nel 2007 MTV realizzò alcuni spot che denunciavano il surriscaldamento globale attraverso le medesime tesi oggi rilanciate dall'attivista svedese. Ed anche ai tempi raccolsero le testimonianze dei giovani che denunciavano la più totale indifferenza di governi, già ai tempi del tutto disinteressati ad un problema che avrebbe richiesto troppi investimenti dall'incerto ritorno elettorale.
MTV presentò uno spot intitolato "3650 MTV Switch" spiegando che: «Ci sono circa dieci anni prima che l'effetto delle nostre emissioni di CO2 diventi irreversibile, il che sembra una vita. Il film mira a garantire che gli spettatori si rendano conto che dieci anni sono in realtà solo 3650 giorni. Quando lo riconosci, ti rendi conto che dobbiamo fare qualcosa, mentre c'è ancora tempo per fare qualcosa. Ci restano solo 3650 giorni per salvare il mondo».


Ebbene, quei 3650 giorni sono ormai trascorsi senza che nessuno abbia fatto nulla di realmente significativo. Se solo un pazzo negherebbe che la situazione non sia degenerata e che il clima non sia cambiato in maniera evidente, l'inerzia circonda un fenomeno che sta creando tsunami, inondazioni ed altre terribili catastrofi naturali hanno flagellato il mondo. Eppure c'è chi ancora vuole chiudere gli occhi nella speranza che basti irridere Greta per poter tornare a cercare voti parlando di tortellini..
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