Sui quella porcheria di Libero, la vicepresidentessa Usa diventa «la vice mulatta»


Il quotidiano di propaganda populista Libero non perde mai occasione per rivelarsi carta straccia. E dato che loro non vendono informazione ma solo becero odio asservito alla propaganda, pare facile immaginarseli in redazione a esprimersi le meningi per trovare un modo per insultare quel Biden che ha osato battere il loro Donad trump alle elezioni.
Dato che il razzismo è parte del core-business quasi quanto la loro strenua promozione del sessimo, la loro decisione è caduta su un gergo coloniale usato contro la vicepresidentessa Kamala Harris. reputata rea di essere la prima donna vicepresidente e persino afroamericana, ecco che per loro diventa la «mulatta». Poi poco importa se il termine è ritenuto offensivo e se, nel caso di una donna che ha una madre indiana e un padre giamaicano, è pure scorretto. Per loro è importante offendere, come garanzia di un qualcosa che porti la forma di Socci e di Sallusti.
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