Adinolfi sta implicitamente ammettendo di fare propaganda d'odio?


Mario Adinolfi annuncia che quel suo giornalaccio che ha messo un prezzo di copertina al simbolo del cristianesimo, da lui usato come titolo commerciale di una testata che tifa per il presidente che uccide le vittime di stupro, ha aperto un profilo su Twitter.
Ovviamente si è precipitato a precisare che lo abbia fatto in segno di solidarietà al suo amato Trump, ironizzando sulla chiusura di quel profilo che lui utilizzava per aizzare gli estremisti ad assalti armati a suon di fake-news. Con i suoi soliti toni polemici di chi ama fare la vittima, dice che quel social network sia «una terra inospitale» e si domanda quando il suo giornalaccio verrà sospeso:


Considerando che è da anni che Mario Adinolfi sparge odio da anni attraverso il suo account Twitter, la sua polemica pare squallida ed altamente ipocrita, orientata a quel suo vittimismo che usa come strumento di propaganda. Ma se poi si considera come l'unico motivo di sospensione di un profilo sia la palese violazione delle regole, Adinolfi sta forse implicitamente ammettendo che il suo giornalaccio faccia incitamento all'odio?
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