Amazon non venderà più i libri che descrivono l'omosessualità e la transessualità come "malattie". Insorgono i repubblicani


Amazon ha deciso di impedire la vendita di testi che indicano l'orientamento sessuale o l'identità sessuale come una "malattia". Tanto è bastato per mandare su tutte le furie i repubblicani che, attraverso una lettera aperta firmata da quattro senatori repubblicani (Marco Rubio dalla Florida, Mike Lee dallo Utah, Mike Braun dall’Indiana e Josh Hawley dal Missouri), accusa l'azienda di voler limitare il diritto di espressione della destra americana.
Insomma, ammettono pubblicamente che l'odio, la menzogna e la discriminazione sarebbero parte della dialettica delle destra. Ma la risposta di Amazon non si è fatta intendere:

Consideriamo in maniera attenta il contenuto che rendiamo disponibile sul nostro store. E, inoltre, ricontrolliamo spesso il nostro approccio alla cosa. Come descritto in precedenza, abbiamo deciso di non vendere libri che implicano l’appartenenza alla comunità LGBTQ+ come una malattia mentale. Amazon Web Services dà la possibilità a persone appartenenti a qualsiasi parte dello spettro politico di esprimersi. E noi rispettiamo il diritto dei nostri clienti di determinare, per sé stessi, quali contenuti vogliano vedere. Richiediamo solo che i nostri consumatori rispettino i termini del nostro servizio, che è creato per prevenire l’incitamento alla violenza verso gli altri.

Insomma, una gran seccatura per chi campa di odio e cerca di trarre profitti personali dall'incitamento alla violenza.
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