Il partito di Adinolfi torna ad incitare aggressioni fisiche contro le atlete trans


Sara Reho, in qualità di esponente del partito omofobo di Mario Adinolfi, è tornata ancora una volta ad incitare aggressioni fisiche contro le atlete trans.
Letteralmente ossessionata da Lia Thomas, lo scorso febbraio invitava a «riempirla di botte» negli spogliatoi. Oggi vuole sia presa a calci nei testicoli, sostenendo che ciò che la renderebbe «una vera donna» sia solo il pertugio in cui Adinolfi invita ad infilare peni eretti pronti ad eiaculare.
E se il concetto di "donna" proposto dalla Reho pare ispirata ad un brutto film per soli adulti, è infischiandosene di come Lia rispetti tutte le stringenti regole sui livelli ormonali che lei si inventa che sarebbe avvantaggiata dato che a lei non sta bene che una donna trans possa vincere:



Immancabili sono gli insulti che la signorina reho ama dispensare contro le persone trans, condite con squallide teorie su fantomatiche lobby gay (che lei usa al plurale perché forse non sa che nella nostra lingua l'inglese si usa sempre al singolare).
Poiché una donna trans non è certamente "Un macchio" come lei starnazza, si commenta da sola la sua tesi conclusiva finalizzata unicamente all'istigazione alla discriminazione.
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