Provita Onlus attacca l'Istututo Superiore di sanità e chiede che i ragazzi in difficoltà siano lasciati soli


Chissà come fanno Jacopo Coghe e Maria Rachele Ruiu a dormire la notte dopo aver trascorso le loro giornate ad attaccare le famiglie e il benessere dei ragazzi.
L'odierna polemica promossa dalla loro organizzazione forzanovista si basa sul contestare i protocolli che invitano i medici a consigliare a chi subisce violenza da genitori omofobi di cercare aiuto nelle organizzazioni di settore. Evidentemente loro avrebbero preferito che gli fosse consegnato un libro di Vannacci in cui il loro generale invita a ritenerli "non normali" perché sgraditi a Coghe e alla Ruiu:



Se non stupisce che un'organizzazione omofoba si arrabbi perché si vuole dare assistenza ai ragazzi in difficoltà, ad aggravare la loro situazione è il fatto che la loro organizzazione risulta attivamente impegnata nel promuovere quegli atteggiamenti di non accettazioni che sono alla base del problema. Ed evidentemente non si curano di quelle statistiche che indicano che la strada da loro indicata ha portato innumerevoli adolescenti al suicidio.

Il gruppo di estrema destra ha pubblicato pure un comunicato stampa in cui la loro Maria Rachele Ruiu, ex candidata di Fratelli d'Italia, dichiara:

L’Osservatorio Nazionale di medicina di genere, nato per salvare la pelle delle donne, ancora una volta tenta ideologicamente di cancellarle. La medicina di genere nasce infatti per implementare e diffondere nuovi protocolli di cura per le donne, visto che uomini e donne, proprio per le loro differenze, anche biologiche, reagiscono a patologie e terapie in maniera diversa e visto che sono ancora troppi i protocolli standardizzati sugli uomini. E invece l’Osservatorio in Italia che fa? Pubblica un manuale Lgbtq+ in salsa gender dove chiede a tutti i professionisti della salute di fingere l’inesistenza clinica proprio di quelle differenze, tra maschile e femminile, che dovrebbe promuovere. Ancor più grave ciò che è riservato ai minori: spingerli tra le braccia di associazioni Lgbtq+, cioè associazioni ideologiche che hanno fatto di questa negazione una bandiera politica.

In realtà non vale neppure la pena sprecare tempo a spiegare quanta falsità ideologica ci sia nella sua ricostruzione. Ed è imbarazzante che la signora si inventi che la mancata discriminazione degli adolescenti trans sarebbe un attacco alla femminilità, ancor più se arriva a spacciare per presunte "evidenze scientifiche" teorie non condivise dal mondo accademico:

Forse dobbiamo pensare che all’Istituto Superiore di Sanità siano sfuggite le evidenze scientifiche sui rischi e i danni a cui vanno incontro i bambini e i giovani con la transizione di genere? I Paesi che hanno sperimentato questi protocolli ideologici, ormai da anni, li stanno infatti abbandonando a causa dei numerosi ragazzi e ragazze che da adulti decidono di “tornare indietro”, rimanendo però segnati da numerose ferite (fisiche e psicologiche), alcune delle quali indelebili, con cui la loro vita sarà segnata e a volte rovinata per sempre. Il presidente in scadenza dell’ISS Silvio Brusaferro ha lasciato “in eredità” un manuale ideologico vergognoso che mette a rischio la salute delle donne e dei bambini, oltre che impone a medici e infermieri un comportamento ideologico in contrasto con la loro vocazione. Il nuovo presidente in corso di nomina dell’ISS, Rocco Bellantone, ritiri immediatamente il documento.

Non è chiaro con quale diritto la signora Maria Rachele Ruiu si sente legittimata ad urlare che lei vuole il male per i ragazzi e vuole che siano privati da assistenza e aiuto in quanto a lei sgraditi.
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