Russia: tribunale di San Pietroburgo dichiara "estremista" la Russian LGBT Network

Su richiesta dal Ministero della Giustizia, un tribunale di San Pietroburgo ha messo al bando la Russian LGBT Network, ossia la principale organizzazione per i diritti LGBTQ+ in Russia. L'associazione è stata etichetta come "estremista" e accusata di minacciare la sicurezza nazionale.
Si tratta dell'ennesimo colpo alla comunità LGBTI. Decisioni simili hanno già colpito altri cinque enti, tra cui Coming Out, il Centro risorse LGBT di Ekaterinburg e il Centro comunitario LGBT di Mosca. Lo scenario si inserisce in una repressione intensificatasi dalla fine del 2025, culminata nel 2023 con il divieto nazionale del "movimento sociale internazionale LGBT" da parte della Corte Suprema.
Marie Struthers, direttrice per l’Europa orientale e l’Asia centrale di Amnesty International, ha bollato la misura come "abuso della legislazione anti-estremismo". "Per quasi due decenni, la Russian LGBT Network ha unito attivisti da tutto il Paese, offerto aiuti d'emergenza e prodotto ricerche vitali su discriminazione e violenza contro le persone LGBTI. Bandirla è un duro colpo premeditato per loro e i loro alleati", ha dichiarato in un comunicato.