Sardone, Ceccardi, Cisint e Vannacci hanno votato contro il divieto alle "terapie riperative"


Silvia Sardone, Susanna Ceccardi e Anna Cisint sono contrarie a vietare fantomatiche "cure" dell'omosessualità, al pari dell'ex generale Vannacci. È quanto emerge dall'analisi dei singoli voti espressi in Aula in merito alla proposta di estendere l'attuale divieto alle cosiddette “terapie di conversione” vigente in Belgio, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Malta, Portogallo e Spagna a tutti gli stati dell'unione.
Fortunatamente gli autoproclamati "patrioti" sono una minoranza e non sono riusciti a imporre la loro omofobia attraverso la legittimazione di pratiche barbare che hanno condotto molti adolescenti al suicidio. Ma l'omofobia italiana è comunque evidente: i dati mostrano che ben 32 parlamentari tra i 176 contrari erano italiani, ossia 18,18%. Considerando che l’Italia ha 76 deputati su 720 all'interno del Parlamento Europeo, il 10,56% si è espresso a favore di torture prive di ogni validità scientifica.

Ovviamente il partito di Salvini è stato tra i più ostili. A votare a sostegno delle "terapie riparative" sono stati Borchia, Ceccardi, Cisint, Patriciello, Sardone, Stancanelli, Tovaglieri e Vannacci. Altri voti contrari sono arrivati da Della Valle, Furore, Lucano, Morace, Palmisano, Pedullà, Salis, Tamburrano, Tridico, Strada, Tarquinio, Guarda, Marino, Orlando e Scuderi.
Commenti