Castellane dice cose


La propaganda di Bonifacio Castellane è estenuante. Perché si può replicare a chi sostiene posizioni che non si condividono, ma diventa difficile comunicare con chi parrebbe dire cose a caso.
​Da quando l'Italia ha iniziato a subire l'ideologia populista, ogni settimana la destra rilancia una qualche furiosa polemica finalizzata a creare strappi nel tessuto sociale. Questa settimana è il turno della polemica su come i "poveri fascisti" sarebbero discriminati da una fiera del libro che chiede ai partecipanti di sottoscrivere un documento in cui ci si impegna ad "aderire ai valori e ai principi espressi nella Costituzione Italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani" e di "riconoscere e condividere i valori antifascisti alla base dell'ordinamento democratico della Costituzione Italiana; rispettare i principi di libertà di pensiero e di stampa, di tutela della dignità umana e di libertà della persona senza alcuna distinzione per ragioni di etnia, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica o altro; rifiutare ogni forma di discriminazione e di incitamento all'odio".

​Forse certo che il suo pubblico sia composto da nostalgici ed eterni bastian contrari, Castellane tira in ballo i "green pass" contro chi osa chiedere antifascismo. Ovviamente non ha alcun senso. Come non ha alcun senso che tirivin ballo la precedente polemica populista, riguardante i "poveri" studenti razzisti che sarebbero stati ingiustamente solo perché hanno inneggiato in classe ai collaborazionisti della Xª MAS, prima di esporre striscioni abusivi con slogan palesemente xenofobi.



​Per quanta disistima si possa nuteire nei confronti di Castellane, non possiamo credere che lui non riesca a capire quale sia il razzismo insito in quello slogan o quanto sia vile attaccare l'antifascismo su cui si basa la nostra Costituzione.

Davanti a questo minestrone ideologico, che mescola fobie sanitarie, furbizie retoriche e una spruzzata di finto patriottismo, si avverte un senso di profonda stanchezza. Non è nemmeno più una questione di divergenza politica: è il fastidio istintivo che si prova di fronte a chi abdica volontariamente alla propria intelligenza pur di compiacere la pancia del peggior elettorato. Rimane solo da capire se Castellane ci faccia o ci sia; in entrambi i casi, l'effetto è ugualmente respingente.
Commenti