L’unica vera ideologia è l’odio: il caso del post di Provita Onlus contro gli psicologi

Un recente post pubblicato sui social network dall'associazione integralista Provita Onlus, attacca duramente la decisione del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi di aderire al Roma Pride 2026. L'argomentazione utilizzata dall'organizzazione si muove sul binario, ormai tristemente noto, della presunta "difesa della scienza" contro una fantomatica "ideologia". Tuttavia, analizzando da vicino la comunicazione e la retorica impiegata, emerge una realtà diametralmente opposta: l’unica vera ideologia totalizzante in questa dinamica è proprio l'omofobia e la transfobia di chi accusa.

Per contestare una scelta istituzionale basata sul supporto ai diritti civili e sul benessere psicologico delle persone LGBTQIA+, l'associazione decide di utilizzare la fotografia di un singolo partecipante a una manifestazione, immortalato in abiti vistosi e decontestualizzato dal fulcro del dibattito scientifico e politico.
Questa specifica tecnica punta esplicitamente a spostare il focus del discorso, evitando così un confronto reale sulle linee guida scientifiche e sul supporto psicologico alle minoranze. Al tempo stesso, la scelta di tale immagine mira ad alimentare il pregiudizio, facendo deliberatamente leva su stereotipi e risposte emotive da parte della propria base per ridurre una complessa rivendicazione di diritti e tutele a una mera questione di costume.
Ciò che rende questa dinamica ancora più grave e, per certi versi, horrorifica, è lo status giuridico e fiscale di chi promuove tali messaggi. Parliamo di realtà che, registrate come ONLUS o associazioni del terzo settore, beneficiano di agevolazioni fiscali e, direttamente o indirettamente, di risorse che derivano dalla collettività (come il meccanismo del 5x1000). È profondamente paradossale che fondi pubblici – o strumenti di vantaggio fiscale garantiti dallo Stato – vengano impiegati per alimentare campagne di odio, divisione e stigmatizzazione sociale contro una parte dei cittadini stessi.
Mentre l'Ordine degli Psicologi si muove in linea con la letteratura scientifica internazionale —la quale ribadisce l'importanza del supporto affermativo, dell'inclusione e del contrasto alle discriminazioni per la salute mentale — ll'attacco di Provita Onlus tenta di far passare il progresso scientifico e sociale come un "pericolo" per la professione e per i minori.
Accusare l'Ordine degli Psicologi di aver smarrito l'"imparzialità" significa ignorare che la psicologia, per sua natura, si occupa del benessere dell'individuo e del contrasto al disagio provocato da contesti sociali ostili. La vera operazione ideologica è quella che si vede nel loro post, dove si cerca di forzare la realtà all'interno di un frame dogmatico e usando la leva dell'indignazione visiva per fare politica sulla pelle delle minoranze.
Resta da chiedersi, infine, in virtù di quali presunte competenze e titoli accademici un'associazione di propaganda pretenda di smentire l'intera comunità scientifica e di sostenere di avere ragione al posto di chi la scienza la studia e la applica ogni giorno.