Dal capro espiatorio alla divisa: l'azzardato parallelo di Borghi


La stampa populista non li considera nemmeno persone, spesso etichettando i cittadini di origine straniera per etnia. I loro titoli li conosciamo: "magrebino arrestato", "nordafricano fermato", "eroico patriota di pura razza italica ingiustamente condannato solo perché ha commesso un duplice omicidio"... Eppure il leghista Claudio Borghi sostiene che non verrebbe data sufficiente enfasi alla loro nazionalità.
Già questo sarebbe contestabile, ma il leghista si è spinto ben oltre sostenendo che l'etnia o l'appartenenza alle forze dell'ordine di un delinquente sarebbero dettagli paragonabili.



In un intervento televisivo ripreso sui social, Borghi è arrivato a lamentare una presunta disparità di trattamento mediatico: a suo dire, se un reato grave come uno stupro, una rapina o un omicidio è commesso da uno straniero i giornali non specificherebbero mai la sua provenienza, mentre se l'autore appartiene alle forze dell'ordine la notizia finirebbe in prima pagina su tutti i media.
Paragonare lo status giuridico e professionale di un agente dello Stato — tenuto a rispettare e far rispettare la legge — alla nazionalità di un individuo significa ribaltare la realtà dei fatti e confondere deliberatamente i piani, offrendo una narrazione distorta del dibattito sulla sicurezza e sull'informazione.
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