La destra che vorrebbe uccide i mussulmani a colpa di macete


A sentire personaggi come Silvia Sardone e Tommaso Cerno, dovremmo sancire che i mussulmani sarebbero il male assoluto. Praticamente c'è giorno in cui non tentino di alimentare intolleranza etnica e religiosa.
Il problema è che quel clima i intolleranza rischi di indurre persone come il signor Gegge a giustificare atti vi violenza omicida. Davanti ad un attentato terroristico compiuto da un uomo bianco, giustifica l'accaduto sostenendo che la gente sarebbe "stufa" dei migranti e che quindi farebbe benissimo a cerca di eliminarli.
Secondo lo stesso principio, sarebbe come sostenere che i campi di sterminio dei nazisti fossero cosa buona e giusta perché i tedeschi erano "stufi" degli ebrei a furia di sentirli accusare di ogni male dalla propaganda dell'epoca.



La posizione dell'utente emerge con estrema chiarezza nel confronto con un altro profilo: mentre il suo interlocutore definisce l'autore del gesto un criminale, il signor Gegge respinge fermamente questa etichetta, sostenendo invece che si tratti di "gente stufa" che avrebbe deciso di "farsi giustizia" da sola.
Attraverso queste parole, il post trascende la semplice cronaca e si trasforma in una pericolosa giustificazione della violenza, dove l'atto terroristico o il crimine efferato vengono riletti come una forma legittima di reazione popolare contro un nemico costruito attraverso la retorica dell'odio. In questo modo, l'autore del post non solo legittima il gesto violento, ma lo eleva a una presunta forma di giustizia, illustrando tragicamente come il confine tra l'esasperazione politica e l'istigazione al crimine possa annullarsi completamente in un contesto di radicalizzazione.

Il quadro diventa ancora più cupo osservando le reazioni dei seguaci del profilo:



Qui, la discussione scivola apertamente nell'istigazione alla violenza e nel compiacimento per il sangue versato: di fronte alla notizia dei cinque musulmani feriti a Edimburgo, un utente commenta con un cinico "Solo 5?", ricevendo come risposta dal signor Gegge un eloquente "purtroppo..." accompagnato da faccine che suggeriscono rammarico per il numero esiguo di vittime. In un'altra risposta, lo stesso autore avalla un'immagine di un uomo che punta una pistola verso lo spettatore scrivendo "Esattamente".
Questi scambi sollevano l'interrogativo, drammaticamente attuale, sul perché contenuti di tale natura restino online senza che vi sia una risposta repressiva o di contrasto immediata. Andrebbe infatti capito perché l'autore non venga chiamato a rispondere di istigazione all'odio razziale o apologia di reato, dato che l'istigazione alla violenza dovrebbe costituire reato grave.
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