Il negazionismo climatico di Porro


I populisti sostengono che l'inquinamento sia nostro amico, che le auto ecologiche siano "woke" e che non esista alcun cambiamento climatico.

Ovviamente lo sostiene anche Nicola Porro:



L'rticolo pare basarsi su manipolazione selettiva dei dati e su una comprensione distorta del metodo scientifico.

La fallacia della concentrazione della CO2
A detta lorola CO2 sarebbe irrilevante perché rappresenta solo lo 0,04% dell'atmosfera. Ma è un classico esempio di disinformazione basata sulla proporzione anziché sull'effetto fisico. Anche se presente in tracce, la CO2 è un gas serra estremamente efficace. Si pensi a un veleno come il cianuro: una quantità infinitesimale rispetto alla massa corporea è sufficiente a causare effetti letali. La scienza climatica non sostiene che la CO2 sia l'unica variabile, ma che sia il "termostato" che regola la temperatura globale, amplificando gli effetti di altri fattori naturali.

La manipolazione dei dati sull'Antartide
Citare la perdita di massa dell'Antartide rapportandola alla massa totale del continente per minimizzarne l'impatto è una tecnica di distrazione numerica. Ciò che conta non è la percentuale rispetto al totale, ma il tasso di accelerazione della perdita di ghiaccio e l'innalzamento del livello del mare che ne deriva. Ignorare la velocità con cui il bilancio di massa sta cambiando significa omettere il cuore del problema: il riscaldamento sta destabilizzando ghiacciai che erano stabili da millenni.

Vapore acqueo e attività vulcanica
È vero che il vapore acqueo è un potente gas serra, ma esso agisce come un feedback, non come un forzante primario: la sua concentrazione dipende dalla temperatura atmosferica. Più la CO2 riscalda l'aria, più vapore acqueo essa può trattenere, creando un circolo vizioso. Inoltre, utilizzare l'eruzione del vulcano Hunga Tonga per sminuire il cambiamento climatico antropico è fuorviante: le eruzioni vulcaniche hanno effetti temporanei, mentre l'accumulo di gas serra prodotto dalle attività umane è persistente e cumulativo.

Il consenso scientifico e i modelli
Mettere in dubbio il consenso scientifico citando singole lettere o opinioni isolate di fisici (che spesso non sono esperti di climatologia) serve a creare una falsa equivalenza. La scienza non procede per opinioni di singoli Nobel, ma attraverso la revisione paritaria (peer-review) e la convergenza di migliaia di studi indipendenti. I modelli climatici odierni non sono affatto imprecisi; al contrario, hanno predetto con estrema accuratezza l'aumento delle temperature globali osservato negli ultimi decenni. La citazione di presunti studi anni '70 sulla "era glaciale" è un mito smentito da tempo: anche all'epoca, la letteratura scientifica predominante prevedeva già il riscaldamento causato dalla CO2.

Eventi estremi e IPCC
Affermare che l'IPCC non veda tendenze sugli eventi estremi è un travisamento del contenuto dei loro rapporti. L'IPCC ha rafforzato negli anni la correlazione tra riscaldamento globale e intensità/frequenza di ondate di calore, siccità ed eventi pluviometrici estremi. La complessità dei sistemi meteorologici non implica assenza di riscaldamento, ma rende più difficile l'attribuzione diretta di singoli fenomeni, un dettaglio che viene usato strumentalmente per negare il trend di fondo, che rimane inequivocabile.

La confusione tra variabilità naturale e forzante antropico
Il riferimento alla risonanza stocastica e alle oscillazioni paleoclimatiche ignora la velocità del cambiamento attuale. Se in passato il clima è cambiato per cause naturali in tempi geologici, ciò che sta accadendo ora è senza precedenti per la rapidità con cui avviene, che è incompatibile con i cicli solari o orbitali e coincide perfettamente con l'inizio dell'era industriale. La giustizia sociale, ovvero quanto inquinano i super ricchi, è un tema importante, ma non smentisce in alcun modo il legame fisico tra emissioni di gas serra e riscaldamento planetario: che a emetterle sia un miliardario o una nazione in via di sviluppo, il meccanismo fisico dell'effetto serra non cambia.
Il giornalismo che definisce la scienza come "certezza granitica" versus "dubbio" cerca di elevare il negazionismo al rango di tesi scientifica, quando in realtà il dibattito climatico è chiuso da tempo: l'influenza umana sul sistema climatico è un dato di fatto confermato da evidenze fisiche, chimiche e osservative su scala globale.
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