La Tovaglieri torna a promettere deportazioni di massa


Il punto critico non risiede tanto nel fatto che alcuni esponenti politici come Isabella Tovaglieri dichiarino orgogliosamente non avere "paura" di evocare deportazioni, quanto nel fatto dimostrino una totale assenza totale di pudore nel farlo. È emblematico notare come tale retorica emerga prepotentemente a un anno dalle elezioni, dopo tre anni di governo in cui non è stata avanzata alcuna proposta realmente concreta o strutturale per la gestione dei flussi migratori.



La Lega continua a cavalcare slogan privi di sostanza, evitando accuratamente di declinare numeri, costi e modalità operative. Prendiamo ad esempio la proposta avanzata da Roberto Vannacci, che vorrebbe fissare al 4% la quota massima di immigrati residenti in Italia. Una misura di questo tipo comporterebbe, nei fatti, l'attuazione di almeno 2,5 milioni di espulsioni.

Volendo tralasciare i risvolti etici e morali, quale impatto avrebbe sulle casse dello Stato il suo voler organizzare 2,5 milioni di voli o trasferimenti forzati? Chi si occuperebbe di gestire concretamente le procedure di identificazione, trattenimento e imbarco su una scala così vasta? Ci sarebbero rastrellamenti come in epoca fascista?
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