La grazia all'illegalità: quando il Governo esalta le spedizioni punitive


Mario Roggero è un assassino che ha dato la caccia a due persone e le ha freddate usando una pistola di grosso calibro detenuta illegalmente. Il suo passato ci restituisce l'immagine di un uomo benestante e prepotente, abituato a ricorrere sistematicamente alla violenza. Prima di commettere il duplice omicidio, nel 2005 si presentò a casa del fidanzato della figlia, lo picchiò e minacciò lui e la sua famiglia con una pistola. Se quel ragazzo avesse reagito nello stesso modo, inseguendolo per strada e uccidendolo, Roggero sarebbe già nella tomba.

Eppure la destra tenta di trasformarlo in un eroe, dipingendolo come l'uomo forte che si fa giustizia da sé e che andrebbe ammirato dai giovani populisti. Un paradosso, per cui si glorifica chi usa armi illegali per sparare alla gente in mezzo alla strada, come atto di vendetta verso chi lo avrebbe minacciato — esattamente nello stesso modo in cui lui, in passato, ha minacciato altri.



Peggio di un esponente del partito di Governo che esalta l'esecutore di una vera e propria spedizione punitiva, c'è solo chi si ostina a negare l'evidenza dei fatti. Roggero non ha difeso la sua famiglia: ha ucciso due persone a sangue freddo. Non esiste esasperazione che possa giustificare un atto simile, come balza agli occhi di chiunque guardando i video del duplice omicidio.


Far passare l'idea che chi disprezza la legge e lo Stato di diritto, usando armi illegali per ammazzare delle persone, meriti il plauso e la solidarietà delle istituzioni è a dir poco criminale. E se passerà la loro ideologia, ben presto le nostre strade diverranno un campo di battagli per chi vorrà farsi giustizia da solo in nome di Galeazzo Bignami.
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