Tommaso cerno sta con l'assassino, proponendosi come il nuovo Bakunin

Mario Roggero non finì in carcere quando minacciò con una pistola il fidanzato della figlia e la sua famiglia. Lo avessero arrestato, non avrebbe ucciso due persone con un'arma id grosso calibro detenuta illegalmente e oggi non sarebbe simbolo di una destra che incoraggi ai cittadini a negare lo stato di diritto e a cercare vendetta privata.
A sostenere che bisognerebbe scarcerare i delinquenti è anche Tommaso Cerno, il quale usa il suo giornale per raccogliere firme che sostiene dovrebbero servire a chiedere la grazia per un assassino che non si è ravveduto, non è manco ancora andato in carcere e non ha manco letto le motivazioni della sentenza definitiva di condanna. Lo farà sostenendo il principio per cui sarebbe lecito preferire la vendetta alla giustizia

Se l'assassino fosse graziato, ci troveremmo davanti ad un inaccettabile torto a tutti quei parenti di vittime che hanno affrontato lunghi processi. Stupidi loro a credere nello stato di diritto quando avrebbero tranquillamente potuto detenere fucili illegali e uccidere gli accusati nell'immediato.
Inoltre, in modo indiretto, Cerno si sta anche dichiarando contro lo stato di diritto. Dopo tre gradi di giudizio, ancora rifiuta le norme del nostro ordinamento giuridico e parrebbe emulare le idee di Bakunin.