Si scopre che l'assassimo è italiano: parte il "dietrofront" della Lega sull'omicidio di Reggio Emilia

Un pizzaiolo è stato barbaramente ucciso. Intenzionata a sfruttare politicamente la tragedia a cadavere ancora caldo, la Lega ha immediatamente diffuso comunicati contro lo straniero, inneggiando alla "remigrazione".
Poi, non appena si è scoperto che il presunto assassino era in realtà un italiano pluripregiudicato, l'ufficio stampa del partito ha frettolosamente inviato una mail ai giornalisti per chiedere l'annullamento della nota precedente.

Evidentemente, lo slogan secondo cui "chi uccide per una pizza non può avere posto nella nostra comunità" si applica solo se il colpevole non è italiano.
Anche Roberto Vannacci non ha perso l'occasione per alimentare il dibattito, fedele alla sua abitudine di categorizzare le persone in base all'etnia.

L'eurodeputato ha pubblicato un post d'impeto incentrato sulla colpevolezza dello straniero e sulla necessità della "remigrazione". Quando i fatti lo hanno smentito, ha semplicemente modificato il testo per correggere la nazionalità dell'omicida, provando però a salvare il resto del discorso e insistendo sulla legittima difesa.
Evidentemente pensa commercianti e i ristoratori andrebbero armarsi e che dovrebbero farsi giustizia da soli con la libertà di omicidio che lui vorrebbe elargire. In pratica sta offendendo poliziotti e carabinieri, sostenendo che non saprebbero fare il loro lavoro e che il cittadino dovrebbe comportarsi come nel far west.
Interessante è come non abbia cambiato il titolo, forse sapendo che il suo elettore medio non riuscirà ad andare oltre alle parole scritte in stampatello.