Olbia, pestaggio omofobo a Porto Istana


Un brutale pestaggio a sfondo omofobo si è consumato nella notte tra il 13 e il 14 agosto a Porto Istana, una frazione di Olbia, al termine di un evento organizzato dal collettivo itinerante “Il Biscotto della Fortuna”. La vittima, Angelo, promoter della serata, ha affidato il racconto dell'accaduto al proprio profilo Instagram, documentando le ferite subite con immagini e video dal forte impatto visivo.
Secondo la ricostruzione della vittima, la serata si era svolta regolarmente in un locale sulla spiaggia della località sarda. Tuttavia, al termine dell'evento, un gruppo di circa trenta persone lo avrebbe atteso e aggredito in un vicolo isolato. Gli aggressori lo avrebbero immobilizzato e colpito con calci, pugni e sassate al volto e al corpo, urlandogli contro ripetuti insulti omofobi. Nel corso della stessa aggressione sarebbero stati distrutti il computer e il telefono della DJ della serata, mentre agli organizzatori, stando sempre al racconto social, non sarebbe stato corrisposto il compenso pattuito. Un aspetto particolarmente inquietante della vicenda riguarda la presenza di circa cinquanta persone che avrebbero assistito alla scena senza intervenire, le quali potrebbero ora essere chiamate a testimoniare. Un'amica di Angelo, presente sul posto, sarebbe stata risparmiata da conseguenze peggiori unicamente in quanto donna, pur riportando un profondo graffio sulla schiena.
Il racconto di Angelo getta ombre pesanti anche sulla gestione dei soccorsi e sulle procedure successive. All'arrivo dell'équipe medica, infatti, un operatore avrebbe esitato a prestare le prime cure, domandando se l'uomo fosse omosessuale e mettendo in dubbio la possibilità di toccarlo per il timore di un presunto contagio. Solo in un secondo momento il promoter è stato medicato e trasferito in ospedale, dove è stato ricoverato con la testa fasciata. Inoltre, la vittima ha denunciato di aver tentato di sporgere denuncia in ben cinque caserme dei comuni limitrofi a Olbia, ricevendo ovunque un rifiuto motivato dalla carenza di personale e l'invito a formalizzare l'atto una volta rientrato a Milano.
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