Genova, la polizia rimuove uno striscione contro il tetto agli stranieri nelle scuole

L'Italia di Giorgia Meloni pare un girone dantesco. Si costeuiscono campi di deportazione, si promuove l'intolleranza religiosa e si schedano i bambini su base etnica.
Anche il dissenso viene punito, come accaduto a Genova.
Lo striscione rimosso alla scuola Daneo di Genova: tensione e polemiche per l'intervento della polizia
Un intervento improvviso e senza preavviso ha scosso la mattina del 25 settembre alla scuola elementare Daneo, nel cuore di Genova. Due agenti di polizia in borghese, con le pistole nella fondina, si sono presentati all'ingresso dell'istituto poco dopo le 8 e hanno strappato dalla cancellata uno striscione realizzato dai piccoli alunni con la scritta “Qui nessun* è stranier*”.
Il blitz, avvenuto sotto gli occhi increduli e spaventati dei bambini che stavano entrando in classe e dei loro genitori, ha immediatamente sollevato un polverone all'interno della comunità scolastica e nel dibattito politico cittadino.
La reazione della comunità e l'arrivo della sindaca
La notizia ha fatto il giro del quartiere in pochi minuti, spingendo la sindaca di Genova, Silvia Salis – la cui sede comunale si trova proprio accanto alla scuola Daneo –, a recarsi sul posto per fare chiarezza e portare la propria vicinanza ai piccoli studenti e alle insegnanti.
«È qualcosa che non si può giustificare, i bambini si sono spaventati e per loro quello striscione rappresenta la realtà delle cose – ha dichiarato la sindaca Salis dopo aver incontrato gli alunni. – Ho parlato con loro: mi hanno raccontato di voler scrivere una lettera al Presidente Mattarella e alla premier Meloni».
Il valore del gesto dei bambini
Il manufatto rimosso non era che il frutto della didattica e della sensibilità dei più piccoli, un messaggio di accoglienza e inclusione che rifletteva la quotidianità vissuta tra i banchi di scuola. Vederlo strappato con forza da uomini armati ha lasciato un segno di disorientamento tra gli alunni, trasformando un normale ingresso scolastico in un momento di tensione incomprensibile per la loro età.