Rossano Sasso e la retorica della "confusione sessuale"


In un recente post pubblicato sui social network, il parlamentare Rossano Sasso è tornato a scagliarsi contro la presunta "ideologia gender" nelle scuole, puntando il dito contro un protocollo firmato tra la Fondazione Cecchettin e il Ministero dell'Istruzione. Al centro della polemica ci sono dei corsi di formazione rivolti ai docenti della scuola dell'infanzia e primaria in Toscana e Veneto, definiti dall'esponente politico come un tentativo di indottrinare i bambini dai 3 ai 10 anni e di promuovere una fantomatica "confusione sessuale" e "fluidità sessuale".



La strategia dell'allarme sociale e il mito della "teoria gender"
La narrazione proposta da Sasso ricalca fedelmente un copione ben noto alla destra più conservatrice. Si agita lo spettro di un'invasione educativa, descrivendo l'educazione sessuale e i programmi di prevenzione della violenza e delle discriminazioni come un "cavallo di Troia" manovrato da attivisti.
Il termine stesso di "teoria gender" – ampiamente utilizzato nel post per denunciare presunte lezioni ai più piccoli – rappresenta in realtà una definizione priva di riscontro scientifico, coniata negli ambienti ultraconservatori e cattolici di destra per delegittimare gli studi di genere e la lotta alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Ridurre percorsi formativi, spesso volti a promuovere il rispetto reciproco e l'affettività, a un disegno di "cancellazione delle differenze tra uomo e donna" significa mistificare la realtà a uso e consumo della propaganda.

Il cortocircuito politico: la Fondazione Cecchettin e il controllo ministeriale
Nel mirino di Sasso finisce anche il protocollo con la Fondazione Cecchettin, un'istituzione nata da una tragedia che ha scosso le coscienze del Paese e che si impegna a diffondere la cultura del rispetto e a prevenire la violenza di genere. Attaccare la formazione dei docenti su questi temi significa rifiutare la radice culturale del problema della violenza maschile contro le donne, derubricando l'educazione al rispetto a "ingerenza della sinistra lgbt".
Inoltre, il post solleva un interrogativo inquisitorio nei confronti dello stesso Ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, accusato di essere "ignaro" o inadempiente rispetto a una linea politica rigorosa rivendicata dalla componente sovranista e leghista. La richiesta di una "destra vera, non fluida e sbiadita" evidenzia una frattura interna e una competizione muscolare su chi sia il più intransigente nella difesa dei confini tradizionali della famiglia e della morale.

La crociata di Rossano Sasso dimostra solamente come la scuola venga sistematicamente utilizzata come terreno di scontro ideologico, sacrificando la crescita critica e il benessere psicologico delle nuove generazioni sull'altare del consenso politico. Etichettare come "indottrinamento" o "confusione" qualsiasi tentativo di insegnare il rispetto per le differenze e l'inclusione non fa che alimentare un clima di intolleranza, isolando l'Italia rispetto alle migliori pratiche educative europee.
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