Claudio Borghi e la proposta choc sulla giustizia sommaria

Claudio Borghi parte dal presupposto che lo stato non sia in grado di garantire sicurezza, motivo per cui propone di depenalizzare l'omicidio volontario affinché i cittadini siano spinti alla giustizia sommaria.
La sua teoria parrebbe partire dal presupposto che i soldi siano più importanti della vita, motivo per cui chiunque dovrebbe sentirsi legittimato a uccidere per tutelare il proprio patrimonio. Ovviamente ciò aumenterebbe il rischio che i criminali siano spinti ad armarsi, ma probabilmente sa bene che gli elettori leghisti non sono in grado di arrivare a comprendere simili ovvietà. Anzi, pare avere così fiducia nella loro ignoranza da raccontargli persino che l'omicidio servirebbe a tutelare le loro vite. Peccato che quella sia un eventualità già contemplata dalla legittima difesa, che nulla ha a che fare con la sua proposta.
Attaccando giudici e costituzionalisti, scrive:

Peccato che il suo vittimismo non cambi la realtà: introdurre la pena di morte mediante un ddl che vorrebbe annullare la presunzione di innocenza e il diritto al processo è palesemente incostituzionale, oltre ad apparire una negazione della cultura occidentale.