Maxim Martsinkevich è stato arrestato a Cuba


Maxim Martsinkevich è un criminale ultranazionalista considerato fra i capi di Occupy Paedophilia, un gruppo violento russo che -dietro la scusa di voler combattere la pedofilia- ha dato vita ad una vera e propria rete volta a colpire la comunità lgbt del paese.
Le loro azioni sono state spesso e volentieri coperte dalle autorità locali e Martsinkevich è stato addirittura ospitato da alcune trasmissioni della televisione di stato per illustrare i suoi filmati (nei quali alcuni gay venivano torturati ed umiliati per estorcere presunti confessioni in cui ammettevano le proprie colpe pur di far cessare quelle violenze. Il tutto veniva ripreso ed inviato ai loro amici e familiari con lo scopo di denunciare la loro omosessualità nel tentativo di rovinargli la vita sociale e di spingerli al suicidio).
Lasciato agire indisturbato nella Russia di Putin, Martsinkevich ha osato troppo quando ha deciso di uscire dai confini nazionali per torturate un giovane iracheno che viveva in Ucraina. Questa volta, però, la comunità del ragazzo non ha coperto l'accaduto per timore di essere cacciata ed ha deciso di sporgere denuncia.
A qual punto Martsinkevich ha abbandonato il Paese e solo ora arriva la notizia del suo arresto a Cuba, terra dove l'uomo si sarebbe rifugiato per scampare al carcere.
Di lui e delle sue terribili gesta, però, rimangono eredità pericolose: è stato emulato dal gruppo spagnolo Pilla Pilla e personaggi vicini al mondo cattolico e di estrema destra vorrebbero la costituzione di gruppi simili anche in Italia.

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