Giovanardi rivendica la paternità dei manifesti omofobi di Modena


I cartelloni omofobi affissi per le strade di Modena dal Ncd hanno suscitato i malumori di numerosi cittadini e qualcuno non ha mancato di farci anche dell'ironia (come nel caso di Matteo Zanfi e Marcello Targi, due artisti eterosessuali che hanno inscenato il simpatico siparietto che vedrete nell'immagine di apertura). Sel ha parlato di di «vergogna indicibile» nel creare «disinformazione sulla vita delle persone» mentre Rifondazione Comunista ha preferito chiedere al Comune l'immediato ritiro dei manifesti affissi negli spazi comunali.

È in quel contesto che il senatore Carlo Giovanardi è intervenuto per vantare la paternità dei manifesti. Il Senatore ha anche dichiarato che: «Se si pensa con prepotenza e arroganza di cancellare la libertà d'opinione garantita dalla Costituzione laica e repubblicana e la difesa delle leggi si è sbagliato Paese».
Peccato che l'unica violenza appaia quella di chi si sente libero di insultare i cittadini o di presentare centinaia di mozioni offensive pur di impedire un voto democratico sulle unioni civili. Così come è evidente come Costituzione garantisca la libertà di opinione, non certo la libertà di insulto e di mistificazione.

Interessante è notare anche come lo slogan scelto non sia per nulla originale: non solo è quello utilizzato da Adinolfi, ma è simile a quelli con cui anche il fascismo e la Democrazia Cristiana scelsero per creare una paure irrazionale che gli permettessero di vendere la propria ideologia dietro la scusa di voler difendere i bambini.
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