L'arcivescovo di Ferrara esprime solidarietà a padre Carbone


Siamo alla follia. Sappiamo tutti come le parole pronunciate da padre Giorgio Carbone al Meeting di Rimini siano finite alla ribalta delle cronache per l'aver falsificato i dati di uno studio scientifico al solo fine di legittimare l'odio.
Eppure è dalle pagine di Tempi che Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Abate dei Pomposa, si lancia nell'esprimere piena solidarietà a chi racconta bugie che possano aizzare l'odio. Senza il benché minimo senso del pudore, l'uomo ha scritto:

Carissimo Padre Giorgio,
sento il dovere di coscienza ecclesiale di rappresentarLe la mia profonda solidarietà per gli incresciosi avvenimenti di cui è stato oggetto in questi ultimi giorni, avvenimenti tanto più gravi se consideriamo che Lei, in perfetta aderenza la carisma di San Domenico, stava esercitando e continua ad esercitare una funzione di informazione e di educazione nei confronti del popolo cristiano e non, su una problematica di importanza devastante, soprattutto per il futuro delle nuove generazioni.
Nel contempo Lei stava offrendo una forte testimonianza di esemplare obbedienza al Santo Padre Francesco, che sulla questione del “gender” ha avuto sia parole chiarissime che sollecitazioni pastorali, di cui un certo numero di pastori in Italia ha fatto tesoro, anche seguendo le indicazioni inequivocabili del segretario di Stato, il Cardinale Pietro Parolin.
Come Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, e quindi appartenente alla regione Ecclesiastica nella quale è sita la Vostra così significativa realtà ecclesiale e culturale, ho ritenuto di compiere questo gesto di solidarietà perché spero possa assumere il valore di una collaborazione anche operativa, per il bene del popolo di Dio in obbedienza a Cristo, Via Verità e Vita, e alla Chiesa.

In altre parole, l'ottavo comandamento può non essere rispettato se la falsa testimonianza può alimentare l'odio verso i gay.
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