Il Giornale assolve chi usa il nome di Dio per sostenere che i gay debbano morire

Secondo Il Giornale, non ci sarebbe nulla di male ad invitare i fedeli ad uccidere i gay nel nome di Dio. È questo il pericoloso messaggio che pare contenuto in un articolo firmato da Anna Rossi, dal titolo: "Parroco contro unioni civili: Secondo Dio, gli omosessuali devono morire".
Il tema è l'agghiacciante predica in cui un sacerdote sardo si era spinto sino a sostenere che i gay meritino la morte sulla base di una lettura letterale di San Paolo (ossia in modalità di lettura che anche molti teologi sconsigliano). Eppure, senza mai accennare una sola parola di condanna verso quella frase, la giornalista spiega che «Don Massimiliano Pusceddu ha fatto un'omelia nella quale accusa gli omosessuali di andare contro il volere di Dio e per questo meritano la morte».

Si passa poi a spiegare come quella teoria sarebbe giunta da una «lunga premessa» che in realtà non viene praticamente citata, se non nel punto il cui il sacerdote ha usato il pulpito della sua chiesa a scopo politico per invitare a non votare Matteo Renzi. Scrive Il Giornale:

"Dobbiamo difendere la famiglia tradizionale, senza accettare la legge ingiusta delle unioni civili perché gli omosessuali, come ricorda Dio, meritano la morte": così don Massimiliano Pusceddu ha concluso la sua omelia il 28 maggio.
Massimiliano Pusceddu è parroco a Decimoputzu, un paesino in provincia di Cagliari. Durante la sua predica si è scagliato duramente contro il premier Renzi, contro la legge delle unioni civili e soprattutto contro i gay. Il don, come riporta
Lanotizia, prima di sparare a zero, ha fatto una lunga premessa nella quale ha spiegato che la famiglia cristiana è quella composta da un uomo e una donna. "Così Gesù Cristo ci ha insegnato" - ha detto Pusceddu.
"Noi dobbiamo difendere e preservare la famiglia vera. Perché solo da questo rapporto nasce l'amore. Noi cristiani non dobbiamo rassegnarci alle leggi sbagliate, ma dobbiamo far sentire il nostro pensiero. Renzi non avrà mai il mio voto perché ha approvato una legge che va contro la cristianità. Le scuole che stanno insegnando la teoria del geneder, stanno insegnando solo porcherie" - ha continuato il parroco.

L'unico termine negativo che viene utilizzato è quella «sparata a zero», premurandosi anche di citare fonti a caso per la notizia (citare un articolo del 9 giugno a fronte di una notizia che circola dal 5 pare assai curioso). Ma ad interessare la giornalista è soprattutto il sostenere che l'odio verso i gay sia voluto da Dio e che sia Dio stesso a non volere che si voti quel Renzi che ha osato dare qualche diritto a quelle persone che vengono indicate come meritevoli di morte per il solo fatto di esistere. In quel processo di assoluzione del sacerdote, Il Giornale aggiunge:

Per sostenere le sue parole contro gli omosessuali, Massimiliano Pusceddu ha preso la Bibbia e ha letto la lettera di San Paolo ai romani che tratta appunto dei pagani. Il don ha spiegato che questo passo rappresenta al meglio quello che sta accadendo oggi ed è veramente "profetico". "L'uomo - legge Pusceddu - ha iniziato ad accoppiarsi con l'uomo e la donna con la donna. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami. (Gli omomosessuali) Sono colmi di ingiustizia, di omicidio, di malignità e sono nemici di Dio. Pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tale cose meritano la morte, non solo le commettono, ma anche approvano chi le fa".
L'omelia del sacerdote è stata ripresa da uno dei fedeli presenti in Chiesa e subito è stata condivisa sui social. Migliaia di utenti hanno approvato il suo intervento perché "ha espresso le sue idee facendo riferimento fedele al testo sacro". "Quello che sto dicendo è soltanto la parola di Dio che mai come oggi potrebbe essere più attuale. Preghiamo la Vergine Maria così che possa aiutarci a preservare la vera famiglia cristiana" - ha concluso il don.

Curioso è come nei tag proposti in fondo all'articolo ci sia «Matteo Renzi» quasi a sottolineare come questa istigazione all'omicidio sia compiuta nel nome di quello che la "giornalista" pensava potesse portare un vantaggio elettorale ai gruppi che finanziano la sua testata.
Interessante è anche osservare la presenza di vere e proprie bugie, indice di un argomento affrontato con estrema superficialità. Si pensi ad esempio a come si dica che un fedele avrebbe ripreso la predica, quando sarebbe bastato anche solo guardare il filmato per comprendere che a riprendersi era stato lo stesso sacerdote e che quelle omelie vengono regolarmente pubblicate sul canale riservato alla setta religiosa che ha fondato. Ma forse tali dettagli non le interessavano, impegnata com'era nel dire che molti fedeli condividono l'opinione che i gay debbano essere sterminati nel nome di Dio...


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