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Il Pd prende le distanze dalla campagna per la prevenzione dell'HIV: «Offende i credenti»

Non un solo deputato del Pd si scandalizza quando il fanatismo religioso abusa del nome di Dio per sostenere che i gay debbano essere ritenuti malati, contro-natura, pericolosi o oggettivamente disordinati. Ma se qualcuno osa creare una campagna di prevenzione dell’Aids e se la Chiesa se ne lamenta, si assiste ad un carosello di personaggi che prendono le distanza da quella lesa maestà verso l'unico vero potere che governa l'Italia: le gerarchie ecclesiastiche.
All'indomani della comparsa dei manifesti che mostrano un preservativo posizionato a a mo' di aureola nella stazioni della metropolitana di Torino (ma, soprattutto, dopo le immediate proteste della curia) è capodelegazione degli eurodeputati Pd Patrizia Toia ad aver tuonato: «La campagna pubblicitaria di prevenzione dell’Aids dell’eurodeputato Daniele Viotti è un’iniziativa individuale che non coinvolge il Partito democratico. Per quanto mi riguarda, pur condividendo la necessità di fare prevenzione per continuare la lotta contro l’Aids, prendo le distanze da questa campagna sbagliata, inutilmente provocatoria e offensiva nei confronti dei credenti».

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