Cascioli raccoglierà firme per impedire che gli insegnanti possano parlare di omofobia con i genitori

Riccardo Cascioli si diletta ad organizzare incontri nelle scuole confessionali per suggerire ai genitori di sottoporre eventuali figli gay a pesanti torture psicologiche che rischiano solo di aumentare il numero di suicidi fra adolescenti. Sostiene che la pari dignità sia un'idiozia perché lui si ritiene superiore agli altri, così come è evidente che non gli piacciono i gay e che è disposto a tutto pur di danneggiare la loro qualità di vita nel nome del suo sadico pregiudizio. Se raccontasse queste sue convinzioni ad un amico non ci sarebbe problemi, ma se promuove quell'odio attraverso un abuso del sentimento religioso e uno sfruttamento politico del'ignoranza, le cose cambiano.

Attraverso un articolo di Marco Guerra (lo stesso che scrive articoli omofobi anche per Belpietro), l'integralista si è scagliato contro la legge regionale umbra per il contrasto all'omofobia. Scrive:

Da ieri sera i cittadini dell’Umbria sono sicuramente meno liberi. Dopo rinvii, contestazioni e spaccature all’interno della maggioranza di centro sinistra, il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge 15 bis sul contrasto all’omofobia che de facto introduce l’insegnamento della teoria gender nelle scuole, esautora il primato educativo delle famiglie e istituisce un osservatorio regionale che assurgerà a supremo tribunale dell’inquisizione teso a sanzionare aziende, scuole, uffici, testate giornalistiche e singole persone che non si adeguino al gender pensiero.

Certo, non pare nulla di strano se detto da chi sostiene che un genitore debba poter ammazzare i figli se li avrebbe preferiti etero. Eppure il continuare a ripetere che i genitori sono i padroni dei figli non pare avere senso dato che altrimenti dovremmo giustificare chi li picchia o li stupra. Se i bambini fossero davvero schiavi dei genitori, i loro diritti non conterebbero nulla. Eppure Guerra si dice certo che lui non vuole che i diritti dei bambini gay possano contare qualcosa.
Tra le righe emerge chiaramente anche la volontà di crea paura e isteria attraverso un linguaggio che sembra tratto dalla peggior propaganda nazista. Ogni termine, ogni farse e ogni parola trasudano ideologia e sembrano scelti apposta per creare repulsione. Ma l'odio lascia presto spazio all'ipocrisia dinnanzi a chi scrive:

Per sostenere le funzioni che la legge prevede sono stanziati 40mila euro solo per il primo anno. Uno smacco in periodo di crisi in cui tutti i giorni si fanno i conti con tagli alla spesa sociale.

Basterebbe mezzo neurone funzionante per comprendere che 40mila euro sia una cifra irrisoria per il bilancio di una regione. Non solo, offensivo e lesivo della dignità umana è il tentativo dell'integralismo di sostenere che il termine "famiglia" sia ormai una parola riservata a chi ha aderito alla loro velenosa ideologia del disprezzo, magari inneggiando a figli che devono essere accettati e amati solo se eterosessuali.
Usare la parola "Famiglia" come sinonimo dei termine "odio" non rende giustizia a quelle famiglie per bene in cui ad importare è la felicità dei propri componenti e non le persone con cui vanno a letto. Fortunatamente la stragrande maggioranza delle famiglie non reputa che un figlio gay sia uno scarto, anche se è doveroso aiutare e difendere tutti quei bambini che hanno avuto sfortuna nel nascere in famiglie bigotte accecate dall'odio.

L'articolo prosegue affermando:

Le famiglie hanno fatto ogni sforzo possibile per impedire il peggio: la petizione di CitizenGO Italia, fiaccolata di domenica al centro di Perugia con oltre 600 persone, informazione costante ai cittadini e la presenza fissa durante le sedute del Consiglio Regionale.
Un’azione che comunque ha portato ad alcuni importanti risultati come l'eliminazione di ogni coinvolgimento diretto dei minori nell'indottrinamento scolastico, lasciando però i corsi per docenti e genitori, e la reintroduzione della presenza delle associazioni familiari nell'osservatorio regionale. Il provvedimento nel suo complesso resta comunque liberticida. Già nei prossimi giorni inizierà la raccolta delle firme per un referendum regionale abrogativo.

Inutile a dirsi, un referendum costerebbe più di 40mila euro anche qualora dovesse naufragare, sottolineando come questa gente non si faccia problemi ad ingannare i propri lettori. Ma interessante è anche osservare come Cascioli non solo pretenda che i bambini siano lasciati soli a subire bullismo ed eventuali violenze (magari da parte dei loro stessi genitori), ma esige pure che nessuno possa parlare con i loro genitori. Praticamente siamo alla censura, chiesta a gran voce da chi sostiene che l'odio sia una presunta "libertà di espressione".


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