Atelaia sfodera la storia della suora-pirata capace di ridurre i gay alla castità

Aleteia è uno di quei sedicenti siti "cattolici" che sfruttano la religione per promuovere odio ed intolleranza. Ovviamente i gay risultano uno dei loro obiettivi preferiti, quotidianamente insultati ed attaccati nei loro affetti nel nome della loro strenua convinzione che l'origine delle loro erezioni li legittimi a ritenersi parte di una sorta di nuova "razza ariana" meritevole di maggiori diritti civili, sociali ed economici. Tra questi anche quella reversibilità che sostengono debba essere un privilegio riservato solo a chi si scopa una donna, quasi non si accontentassero di come la scienza abbia ormai appurato che gli effetti dei loro attacchi omofobi sia la causa di un'aspettativa di vita inferiore di ben 12 anni per le persone lgbt (permettendo così il risparmio di 12 anni di pensioni che potranno finire nelle tasche di chi ha gettato le basi per la loro prematura morte).
Ma non solo. Gli integralisti vorrebbero anche compiacere la loro sete di odio attraverso una sadica negazione del fondamentale diritto all'amore, sostenendo che i loro dogmi impongano agli altri la più totale castità. Il tutto, ovviamente, non senza precisare che quei dogmi devono valere solo per i gay e che gli eterosessuali hanno pieno diritto di infrangerli a proprio piacimento (come nel caso di quel loro amichetto integralista che ha divorziato dalla donna sposata in chiesa per avere una figlia in una relazione che i suoi stessi dogmi indicano come un rapporto adultero di mera lussuria... eppure lui va in giro nelle chiese ad esibire il frutto del suo peccato perché le sue regole paiono valere solo contro gli altri).

In questo clima, Atelaia ha pubblicato un surreale articolo dal titolo "Grazie alla suora-pirata un modello omosessuale ateo si converte a Cristo".
Ovviamente il sedicente sito "cattolico" si premura immediatamente di sostenere che il suo concetto di conversione è una totale sottomissione ai dogmi di chi sostiene che l'altro debba rinunziare alla propria natura per riconoscere superiorità "ariana" di chi sostiene di avere il diritto di praticare ciò che vorrebbe fosse negato al prossimo (in quella fissazione che porta l'integralismo a parlare ossessivamente di sesso, forse straziato tra i sensi di colpa inculcati dal bigottismo e il loro strenuo desiderio di trovare una qualche giustificazione "religiosa" che li legittimi a praticarlo). Ed è così che iniziano a parlare della «testimonianza di Madre Angelica ha toccato il cuore e la mente di Paul, che oggi abbraccia la castità e vi si realizza».

Con i soliti toni pruriginosi e con le solite generalizzazioni orientate alla promozione del pregiudizio, il sito integralista scrive:

Il modello statunitense Paul Darrow, contrattato da una delle agenzie più importanti del mondo, aveva una carriera internazionale di successo che gli garantiva agiatezza e una vita di piaceri e futilità.Omosessuale, divideva con il compagno Jeff una residenza privilegiata a San Francisco (California) e conduceva una vita piena di incontri, palestre e saune frequentate da altri omosessuali.

Basta una semplice ricerca su Google per osservare che nessuno parli di questo fantomatico modello. le uniche informazioni reperibili sono quelle di una scheda promozionale pubblicata sul sito statunitense di Courage, ossia quel gruppo religioso integralista che invita a considerare l'omosessualità come una dipendenza simile all'alcolismo. Il suo fondatore, John Harvey, si dice convinto che l'omosessualità debba essere ritenuta una patologia.

Ad aumentare i dubbi sulla veridicità della storia è anche la fotografia del presunto modello che viene pubblicata da Courgae (a lato). Visto così, non sembra credibile il voler sostenere che abbia lavorato per «una delle agenzie più importanti del mondo», anche perché l'immagine risulta la negazione di tutti quegli stereotipi che sono stati venduti dall'articolo. E chissà che Atleaia si sia guardato bene dal pubblicarla proprio per timore che qualcuno potesse storcere il naso e porsi una qualche domande...

Tornando all'articolo, il sito integralista prosegue imperterrito a sostenere che:

Un giorno, però, si è verificata una sorpresa quasi bizzarra: sullo schermo del suo televisore è apparsa una suora con una benda su un occhio. “È una suora-pirata!”, ha gridato ridendo forte.La suora di cui Paul rideva era molto famosa e amata negli Stati Uniti. Si trattava di Madre Angelica, religiosa clarissa fondatrice del primo grande canale televisivo apertamente cattolico al mondo, la rete EWTN (Eternal Word Television Network).In quell’occasione, aveva appena subito un ictus che le aveva lasciato una lieve deformazione al volto, il che la costringeva a usare quella strana protezione su un occhio.Nonostante le risate iniziali, Paul non ha cambiato canale. Secondo quanto ha detto, ha notato che quella religiosa faceva “commenti intelligenti, veri, onesti” su Dio, la felicità e il senso della vita.Da quel giorno, colui che fino a quel momento era un ateo convinto è diventato un telespettatore fedele di Madre Angelica, e qualche tempo dopo quell’apertura al messaggio trasmesso dalla suora lo ha portato ad abbracciare Gesù Cristo come nuovo membro della Chiesa cattolica.

Ma dato che ad interessare ai cattolici è sempre e solo il sesso, si passa ben presto sostenere che l'unico vero messaggio di Gesù (nonché l'unica affermazione su cui Gesù non ha mai detto una sola parola) è che i gay non devono assolutamente poter far sesso. È accettabile ch eun cattolico lasci la moglie a casa per andarsene a puttane, ma non che un gay possa avere una sincera storia d'amore contro il volere di chi vedrebbe minacciata la sua convinzione che Dio gradisca la sua attività sessuale perché è solo quella altrui a dover essere ritenuta peccaminosa. Ed è così che si passa immediatamente a spergiurare che quella teleimbonitrice abbia convinto l'uomo a girare un film per sostener che la felicità di un gay è quella di vivere come se non fosse gay in modo che i suoi aguzzini possano compiacersi di averlo privato della sua natura nel nome del loro profondo pregiudizio:

Paul ora offre testimonianze della sua conversione. Tra le altre iniziative, ha partecipato al film "Desire of the Everlasting Hills" insieme a Rilene e Dan, altri due cattolici che oggi vivono la grazia della castità. I tre provano attrazione per persone del loro stesso sesso, ma optando per il cammino della fede hanno rinunciato alla “via larga” dei piaceri carnali e stanno scoprendo la ricchezza di valori trascendenti che superano di molto la fugacità delle attrazioni terrene.Il loro non è un messaggio gradito al mondo relativista ed edonista in cui viviamo, in cui siamo bombardati da incentivi per un’esistenza meramente fisica, materiale, immediata ed egocentrica. Testimoniano che esistono ricchezze più elevate, capaci di restituirci la pienezza che le cose del mondo ci tolgono.

Insomma, il mondo ci propone l'amore ma per fortuna c'è l'integralismo a dirci che l'amore è sbagliato. E tutto questo sulla base di un ragionamento molto semplice: se loro convinti di essere la massima espressione del creato (al punto da ritenere che Dio ad essere fatto a loro immagine e somiglianza) come'è possibile che possano esistere delle diversità? Com'è possibile che l'unico modo giusto di essere, di pensare o di esistere non sia il loro? Ed è così che si deve suggerisce al prossimo il totale annientamento di ogni differenza, pretendendo istericamente che il mondo debba ambire ambisca ad emularli quale massima espressione della nuova razza ariana.

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Nota: l'immagine di apertura non è ironica, è proprio l'immagine della "suora pirata" pubblicata da Atelaia all'interno del loro articolo.


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