Alfano annuncia di essere al lavoro per consegnare il piccolo Charlie nelle mani del Vaticano. È il circo

La posizione dei sedicenti "cristiani" è abbastanza chiara. Incuranti del loro supporto a politiche che condannano alla morte per fame, guerra e stupri i figli dei migranti, la loro priorità è quella di infliggere un inutile accanimento terapeutico al piccolo Charlie. E chi se ne frega se ogni giorno più di 8.000 bambini muoiono per la malnutrizione, bisogna impedire che qualcuno possa porre freno all'accanimento terapeutico che sta infliggendo un'atroce agonia ad un neonato tenuto artificiosamente in vita da dei tubi.
Ben quattro corti hanno ascoltato innumerevoli esperti prima di sentenziare che quell'accanimento è contro il diritto primario del bambino, ma tutto ciò non pare importare a quell'integralismo che vorrebbe poter sfruttare la sofferenza di Charlie pur di sostenere che l'egoismo dei genitori debba sempre prevalere sui diritti dei bambini anche quando si è dinnanzi a delle vere e proprie violenze contro i minori.
Un po' come quella feroce e barbara promozione di fantomatiche "terapie riparative" dell'omosessualità da parte di "Provita onlus" che viene spacciata come un "diritto" dei genitori a poter infliggere vere e proprie torture psicologiche prive di qualunque scientificità nella più totale noncuranza di come quell'atto potrebbe spingere i loro figli al suicidio. Evidentemente un malato terminale deve soffrire il più a lungo possibile, un gay può anche morire prematuramente per colpa dell'odio dell'integralismo cattolico.

Ma la storia di Charlie appare ormai come un vero circo, un'inutile e vergognosa carnevalata. C'è il segretario di stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, che vuole portarlo in una struttura della Santa Sedeper infliggergli un inutile e doloroso accanimento terapeutico. C'è il ministro Angelino Alfano che racconta di essere al lavoro per contro di uno stato estero nel tentare di impedire che le sentenze emesse in difesa dei diritti del piccolo possano essere rispettati. C'è pure presidente dell'ospedale Bambin Gesù che riferisce la telefonata della mamma di Charlie e che rilascia interviste.
È un teatrino di personaggi in cerca di visibilità, in una patetica ostentazione della propria genuflessione dinnanzi al volere vaticano. Si preferisce raccontare l'opinione dei preti piuttosto che le verità mediche, facendoci capire che in Italia i desideri dei cardinali valgono più dei diritti umani.

Povero Charlie.


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