Il ministro Fedeli incontra i gruppi di pressione dell'omofobia organizzata

Attraverso un comunicato stampa, i gruppi legati all'omofobia organizzata saranno ancora una volta ascoltati dal ministro Fedeli in merito alla loro richiesta di rendere facoltativa qualunque lezioni miri ad insegnare rispetto verso le vittime della loro persecuzione. In un propagandistico testo firmato dai soliti Giusy D'Amico (Non si tocca la famiglia), Filippo Savarese (Manif pour tous e CitizenGO), Chiara Iannarelli (Comitato articolo 26) e Toni Brandi (Provita Onlus) affermano:

Dopo la petizione rivolta al Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli con cui abbiamo chiesto un incontro per discutere un nuovo "patto educativo" tra scuola e famiglia, e la manifestazione del 17 giugno a Roma in cui abbiamo domandato garanzie chiare per il diritto dei genitori di esonerare i propri figli da progetti scolastici su temi delicati - come l'educazione sessuale e la cosiddetta educazione di Genere - quando non rispettano le scelte culturali delle famiglie, e di poter disporre di un'attività alternativa, siamo lieti di comunicare che tale impegno ha ricevuto un riscontro positivo attraverso un primo appuntamento con i rappresentanti delle nostre associazioni, che oggi 31 luglio saranno ricevuti dal Ministro Fedeli.
Auspichiamo un completo accoglimento delle istanze dei milioni di cittadini che rappresentiamo e confermiamo l'impegno delle nostre associazioni a difesa della libertà educativa e del primato dei genitori su tutti i temi educativi sensibili, come stabilito dalla nostra Costituzione, a favore di una scuola pubblica davvero pluralista e democratica.

Buffo è come questa gente possa anche solo lontanamente credere di rappresentare «milioni di cittadini» anche se alle urne i loro conteggi risultano pari allo zero-virola-qualcosa, ma grave è come si continui a dare credito ad un piccolo manipolo di i integralisti che si battono quotidianamente per rendere il mondo un posti peggiore, in cui si debba avere paura ad essere diversi da come loro sostengono si debba essere e in cui la violenza e l'oppressione siano giustificati con un falso sentimento religioso. Perché si perde tempo a sentire i loro proclami quando si potrebbe ascoltare la testimonianza di chi è stato vittima dell'odio che questa gente vorrebbe imporre?


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