Radio Padania trasmette in modo illegittimo e ora rischia di perdere la concessione



Avevano una banca ma l'hanno fatta fallire. Avevano un giornale ma l'hanno fatto fallire. Avevano un'emittente televisiva ma hanno fatto fallire pure quella. Ora la Lega chiede voti per poter gestire l'Italia attraverso curiose teorie volte a sostenere che la ricchezza possa essere creata attraverso l'indebitamento coatto... E quella non è certo l'unica incongruenza dato che sono ormai settimane che Salvini non perde occasione per insultare Fabio Fazio e per lamentarsi di come lui abbia uno stipendio maggiore nonostante sia surreale che a lamentarsi sia un tale che si faceva pagare dagli italiani per fare l'assenteista a Bruxelles o che era stato proposto per il licenziamento dall'ex direttore de "La Padania" perché «falsificava i fogli presenza ma non si presentava al lavoro».
Ma forse ai padani non interessa se Salvini ha condotto alla rovina tutto ciò che ha toccato. Non gli importa i se il loro "comnadante" si è preso 49milioni di euro dalle loro tasche o se si facesse pagare da loro le costosissime cene che si concedeva in nota spese insieme a Le Pen. Fintanto dirà loro che è legittimo definire «clandestini» i migranti regolari che hanno richiesto un legittimo asilo o fino quando giurerà loro che non ci sarebbe razzismo nell'essere razzisti o omofobi, lo voteranno a costo di svendere le loro figlie a Puntin o di immolare i propri figli agli interessi economici di Bannon.

L'ennesimo sotterfugio di cui la Lega dovrà rendere conto è la via illegittima con cui hanno cercato di usare Radio Padania per far cassa per poi aggirare la legge e cercare di far finta che la vendita della concessione nazionale non dovesse significare smettere di trasmettere su quel territorio.
Era il 2016 quando la disastrosa situazione economica dell'emittente portò il Carroccio a vendere la sua licenza nazionale. Ciononostante, continuarono a trasmettere sul territorio nazionale i loro comizi omofobi di Gianfranco Amato o tutte le altre porcherie propagandistiche dell'emittente salviniana. Secondo il Mise, però, il sistema adottato sarebbe illegittimo.
Per questo motivo hanno intimato l'emittente «a sospendere immediatamente la trasmissione dei propri contenuti al Consorzio Eurodab e si comunica che, in caso di reiterata violazione, questo ministero procederà all'avvio del procedimento di revoca dell'autorizzazione rilasciata alla Radio Padania Libera il 28 agosto 2018».
I leghisti avranno ora sette giorni di tempo per disattivarlo, lasso entro il quale possono presentare al ministero controrepliche e documenti che provino la legittimità del loro operato. La licenza di cui è in possesso Radio Padania dopo la vendita della sua concessione nazionale vale esclusivamente per la fornitura di contenuti in ambito locale, quindi non può coprire l'intero territorio italiano.
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