Sentinelle in piedi e Adinolfi: «In nome di Bibbiano, il contrasto a crimini omofobici è attacco alla famiglia»



In realtà era prevedibile dato che Filippo Savarese aveva collaborato con Roberta Frullone nel concordare una strategia diffamatoria che potesse sfruttare il caso di Bibbiano come cavallo di Troia per la promozione dell'omofobia. E dato che la Frullone è la co-fondatrice delle "Sentinelle in piedi" insieme a Benedetta Frigerio, ecco che la sua setta di estrema destra ha annunciato che scicalleranno quelle vicenda per chiedere che i bambini gay non siano protetti da quell'odio su cui loro fondano il loro busness.

«Lo scandalo affidi è troppo grave per non toccare le nostre coscienze e non mobilitarci come cittadini -annunciano atteaverso i loro canali social- Siamo in presenza di un sistema ideologico che per anni ha lacerato famiglie strappando loro il bene più prezioso, i figli. Tutto questo per un ritorno economico ma soprattutto per diffondere un'ideologia - quella lgbt - che in questa inchiesta ha mostrato il suo vero volto quello violento e dispotico di chi è disposto a tutto per ottenere i propri scopi. E non si ferma nemmeno se a farne le spese sono i bambini. Non vogliamo essere complici del silenzio inaccettabile che si è formato attorno a questa vicenda. Un silenzio che ha il solo scopo di tutelare il potere che da 70 anni si è radicato praticamente ovunque nella nostra regione. Non ci stiamo. Chiediamo giustizia per queste famiglie e chiediamo che si smetta di attaccare la famiglia, cosa che si sta cercando di fare con la legge sulla omotransnegatività. Per questo scendiamo in piazza sabato 20 luglio alle 21 in Piazza San Domenico».

Ovviamente tutte le loro illazioni si basano sul falso assunto che i gay siano corresponsabili di qualunque gesto venga compiuto da chi condivide il medesimo orientamento sessuale (anche se loro non rispondono certo delle tante violenze commesse dai genitori etero) e sulla teoria dei neofascisti per cui bisognerebbe parlare ossessivamente del caso nonostante le indagini siano ancira in corso e non esistano nuove evidenze (tant'è che la quasi totalità delle stupidaggini che scrivono sui social si sono rivelate fake-news, ad iniziare da chi parlava di «elettroshock» o di altre depravate teorie).
A riprova di come a loro non freghi assolutamente nulla dei bambini ma solo di come poterli sfruttare per i loro fini, è con grande disonestà intellettuale che usano un fatto di cronaca per chiedere che migliaia di adolescenti non siano protetti dai crimini d'odio che vengono incoraggiati proprio dalla loro ideologia.
All'iniziativa parteciperà anche il partito omofobo di Mario Adinolfi, da sempre in prima fila nel sostenere che la "difesa" delle sue due famiglie passerebbe attraverso la promozione dell'omofobia e di fantomatiche "terapie riparative" dell'omosessualità che risultano provata causa di numerosi ragazzi spinti al suicidio. E tanto basterebbe a confermare che è falso il suo spergiurare che gli assistenti sociali toglierebbero i figli agli omofobi dato che altrimenti qualcuno gli avrebbe già fatto visita... e forse neppure a torto dato che le sue figlie vengono da lui sistematicamente minacciate di violenze qualora non avessero l'orientamento sessuale che lui dice di aver deciso debbano avere (e se una di loro fosse lesbica, il suo voler eliminare qualunque protezione giuridica potrebbe accrescere i numeri dei minori spinti al suicidio dai loro stessi genitori. Ma poi giura che lui pensa si bambini. Come no).
2 commenti