Tribunale polacco vieta la vendita degli adesivi anti-gay stampati da un settimanale di estrema destra con l'appoggio deli vescovi



Un tribunale polacco ha ordinato al settimanale di estrema destra "Gazeta Polska" di interrompere la distribuzione degli adesivi "LGBT-free zoneLGBT" che hanno incluso al loro giornale in una grave reinterpretazione del "Judenfrei" coniato da Goebbels durante il Terzo Reich.
Gli adesivi mostrano una croce tracciata sulla bandiera arcobaleno e incitano la popolazione estremista ad impedire ai cittadini lgbt di poter vivere indisturbati nelle loro vicinanze. Ed erano quelli gli adesivi che sono stati usati dai neofascisti polacchi anche durante le cariche e i pestaggi con cui hanno assalito il Pride di Bialystok.
La pubblicazione (che ha una diffusione di circa 110.000 copie) sostiene apertamente il partito nazionalista-conservatore PiS, il cui leader Jaroslaw Kaczynski ha annunciato di voler basare la sua campagna elettorale in vista delle elezioni di ottobre proprio sulla promozione dell'odio omofobico dopo aver sostenuto che i diritti LGBT sarebbero una «minaccia per l'identità polacca».
In un editoriale, Gazeta Polska aveva giustificato l'adesivo dicendo che i diritti lgbt «hanno tutte le caratteristiche di un'ideologia totalitaria». Le esatte parole che ama ripetere anche Gianfranco Amato dato che gli slogan del fondamentalismo organizzato sono coordinate a livello internazionale.
Paweł Rabiej, vicesindaco di Varsavia, ha apertamente paragonato quegli adesivi alle campagne d'odio naziste. I vescovi polacchi hanno invece appoggiato l'iniziativa, confermando come la Chiuesa cattolica doivrà rispondere alla storia di atroci crimini contro l'umanità.
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