Pillon chiede filtri, censure e limitazione alla rete, accusando Netflix di fare soldi attraverso «un pubblico illegale di minori»


Il senatore leghista Simone Pillon dice che il suo amico Filippo Savarese, ex dirigente della lobby integralista CitizienGo, lo avrebbe convinto a sostenete che Internet vada censurato nel nome dei bambini.
Il pretesto è una serie Netflix a lui sgradita. Il leghista sostiene che la serie verrebbe emula dai bambini e che dunque richieda che sia vietato parlarne senza che i siti inviino sms ai cellulari dei genitori o verifichino i documenti d'età degli utenti. Ma anche un bambino sa che il Gspr renderebbe pressoché impossibile tali verifiche, peraltro molto costose, e di fatto imporrebbe un monopolio della libertà di espressione a poche società. Praticamente sarebbe il sogno dei fascisti, perpetrato con la scusa della fantomatica "difesa dei bambini" con cui gli alleati di Salvini attaccano gay, donne e libertà personali.

Il senatore leghista, che nei mesi scorsi ha ottenuto la censura dei Griffin, dice che ora la Lega deve censurare pure Squid Game, sostenendo che i genitori siano incapaci di assolvere al loro ruolo educativo (nonostante Pillon giuri il contrario quando dice che bisogna censurare l'educazione al rispetto). Ed è così che attacca ciò che dice di non aver mai, visto urlando che Netflix farebbe soldi attraverso «un pubblico illegale di minori»:



Decidendo che i bambini verrebbero corrotti dalla televisione e non da un Salvini che gli mostra le sue cubiste mentre sequestra navi e paga Facebook per veicolare video razzisti sui loro profili, il leghista aggiunge:



Il populismo di chi dice che sarebbe normale che non si possa usare la rete senza cedere i propri dati d organi statali è tragicomico, dato che Pillon fa pure il complottista contro i vaccini mentre chiede che si schedi qualunque azione venga svolto da un adulto:



Insomma, Pillon torna parlare di filtri, censure, limitazioni all'accesso alle informazioni a altre misure che impedirebbero la libertà di pensiero e di espressione. Poi, però, va in Senato a giurare che punire chi commette crimini d'odio contro i gat sarebbe "Liberticida" per gli omofobi.
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