Riccardo Cascioli, Costanza Miriano e monsignor Giovanni d’Ercole vogliono Massimo Gandolfini come presidente della Repubblica


La lobby integralista di Riccardo Cascioli propone l'omofobo Gandolfini come nuovo presidente della Repubblica. Dalle pagine de Il Timone, dicono che chi è omofobo sarebbe "cattolico" e che dunque serva un regime di tipo talebano che opprima ogni libertà altrui attraverso un governo dominato dai fondamentalisti. Scrivono:

Il motivo per cui molta parte del popolo cattolico ha seguito e seguirebbe Massimo Gandolfini in capo al mondo (e lo vedrebbe benissimo al Colle) l’ha capito perfettamente Stefano Lorenzetto, giornalista navigato, noto per la sua maniacale cura dei dettagli, il quale, all’inizio del suo libro-intervista al neurochirurgo bresciano (L’Italia del Family day. Dialogo sulla deriva etica con il leader del comitato Difendiamo i nostri figli, Marsilio) ha ripescato in suo onore una formidabile intuizione di Alexis Carrel, biologo francese convertito a Lourdes: «Quando incontriamo una delle rare persone che ispirano la loro condotta a un ideale, non possiamo fare a meno di notarla. La bellezza morale è un fenomeno straordinario e impressionate: non si dimentica più».
Ai media, in effetti, la demonizzazione dell’uomo Gandolfini non è riuscita. Il tentativo di descriverlo come reazionario e oscurantista è stato un buco nell’acqua, anche perché la realtà, perfino biografica, è esattamente opposta: nelle sue vene non scorre solo il sangue di un eroe risorgimentale (quello di don Enrico Tazzoli, che combatté gli austriaci finendo giustiziato tra i Martiri di Belfiore) ma anche quello di un “moderno” politico (suo padre, Ugo Foscolo Gandolfini, fu al fianco di Alcide De Gasperi nella fondazione della DC).

Insomma, i giornali sarebbero cattivi nel parlare del tizio che diventa "martire" nella sua autobiografia. E dicono anche che sarebbe un buon presidente perché lo dice la loro Costanza Miriano, ossia la tizia che ha fatto parte della sua lobby:

Ecco allora che tanti piccoli motori si scaldano e grandi cuori si animano. Come quello della scrittrice e giornalista Costanza Miriano, la quale – sentita dal Timone – risponde alla provocazione con un racconto che spiega perfettamente il modo in cui molti accoglierebbero la notizia se, magari in qualche scrutinio aggiunto, il Presidente della Camera Roberto Fico dovesse pronunciare il nome di Gandolfini (molte o poche volte non è importante). «Qualche sera fa – racconta la Miriano – ero ospite a Rai2, e c’era il toto nomi per la Presidenza della Repubblica, ma tra quelli proposti proprio nessuno era minimamente attraente per me. Così mi sono messa a sognare. Ho pensato che avrei voluto un padre, un educatore, qualcuno che sappia mettere al centro della politica l’uomo, e nella sua fase più delicata e preziosa: i bambini e i ragazzi. Perché quando hai messo le fondamenta, il resto viene su bene. Ma volevo qualcuno che questo lavoro lo abbia fatto davvero, non a parole. Che so, un preside, un bravo professore. Magari però di solito non sono persone capaci di muoversi in politica. Ecco, adesso la folgorazione, ho trovato una persona che ha tutte queste caratteristiche, ma il cui nome è credibile e spendibile in pubblico. Massimo Gandolfini! Un padre, un educatore, dei suoi figli (sette!) ma anche dei “fratelli”, oltre che un marito, un medico, un grandissimo professionista e un cristiano. Direi che l’Italia potrebbe andare a testa alta con lui, davvero. Potremmo essere fieri di lui, della sua storia e del suo cuore, perché sarebbe capace di rappresentare con equilibrio anche i più lontani dalla sua sensibilità, come fa un buon padre anche con i figli che gli somigliano di meno».

A detta della tizia che insegnava ai figli a fare la guerra, Gandolfini sarebbe un ottimo educatore perché ha adottato sette figli. Alcuni li troviamo a insultare gli altri sui social, altri manifestano contro di lui perché resi vittima di violenze dopo il divorzio. Ma la Miriano dice che a contare sarebbe il numero, non la qualità di educazione e di affetto dati dal padre ai propri figli.

Iniziano così a dire che la curia sosterrebbe un presidente omofobo ed integralista come quello:

Mons. Giovanni D’Ercole, oggi vescovo emerito di Ascoli Piceno e già vicedirettore della Sala Stampa della Santa Sede per volere di Giovanni Paolo II, al Timone confida che «tra i nomi che via via si vedono proporre per la Presidenza della Repubblica, quello di Gandolfini rappresenterebbe veramente un cambio storico!».

Ovviamente anche il solito Attilio Negrini si dice eccitato all'idea:



Insomma, Gandolfini diventa il nome che piace ad intolleranti, omofobi, no-vax e ai preti ortodossi che chiedono la depenalizzazione della violenza sulle donne.
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